Giornata della memoria al liceo Leonardo

Il 27 gennaio si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta nel 1945. È in questo giorno che dal 2000 è stato istituito il Giorno della Memoria per ricordare la Shoah, la deportazione e lo sterminio nei campi di concentramento di milioni di persone. Ricordare è interpretare il presente e preparare il futuro: in occasione della Giornata della Memoria il liceo “Leonardo” di Agrigento ha promosso un momento di riflessione che ha visto coinvolti gli studenti liceali. “La celebrazione della Giornata della Memoria ci fa comprendere che c’è un “passato che non passa” e ci convince, ove fosse necessario, che soltanto le buone pratiche educative possono aiutarci a scongiurare il ripetersi delle tragedie del passato. La Shoah ha sconvolto i fondamenti della civiltà ed è un punto di non ritorno nella coscienza dell’umanità. “Ricordare” serve a rafforzare i sentimenti di empatia e riconoscimento della sofferenza di tutti ed il senso di una cittadinanza condivisa che non ha confini. La memoria della Shoah deve costituire monito permanente su quanto è successo e dunque può di nuovo accadere, facendo emergere le possibilità, grandi o piccole che siano, di resistere al male”.

Con queste parole il dirigente scolastico del Liceo Scientifico Statale “Leonardo”, Patrizia Pilato, ha aperto l’incontro, dal  titolo ” IL DOVERE DELLA MEMORIA”. Hanno partecipato la Prof.ssa Stefania Mazzone, Professore associato di Storia delle dottrine politiche

dell’Università di Catania e studiosa del rapporto tra ideologie ed istituzioni. Il suo intervento ha ricostruito la storia di tre donne che, attraverso la scrittura sono state vittime e allo stesso modo protagoniste di quel tempo: Ilse Weber, Irène Némirovsky ed Etty Hillesum. E’ poi intervenuta la Prof.ssa Maria Letizia Colajanni, Dirigente nazionale ANPI, che ha testimoniato l’esperienza vissuta dalla propria famiglia in quel tragico momento storico. L’incontro è stato moderato dai Docenti Alessandra Grassi e Giuseppe Vella.