Resta in carcere pastore titolare dell’ovile dell’orrore

Il Gip del Tribunale di Agrigento ha convalidato l’arresto di Antonino Vecchio, il 59enne pastore di Raffadali, finito in carcere con le accuse di frode in commercio, contraffazione di sostanze alimentari,  detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, e sfruttamento illecito del lavoro. L’indagato, nel corso dell’interrogatorio, ha risposte alle domande,  negando i fatti contestati.
Il pubblico ministero Gloria Andreoli ha chiesto ed ottenuto a carico del raffadalese la misura della custodia cautelare in carcere.

Quando i carabinieri della Compagnia di Agrigento sono entrati nell’ovile dell’uomo, in contrada “Butermini”, si sono trovati davanti uno scenario agghiacciante: topi morti rinvenuti vicino a caciotte, ricotte e altri prodotti caseari realizzati senza alcuna autorizzazione; altri roditori che scorrazzavano fra gli ovini macellati clandestinamente ed abbandonati vicino ai formaggi pronti per la vendita.

Un vero e proprio caseificio inesistente, anche sulla carta. Tutti prodotti assolutamente non tracciabili, confezionati senza alcun presidio sanitario ed in spregio anche alle più elementari regole sulla sicurezza degli alimenti. Nel locale di conservazione di mangimi per gli animali, trovati anche dei farmaci per uso veterinario detenuti abusivamente. Immediatamente, i carabinieri hanno sequestrato più di 300 chili di alimenti in pessimo stato di conservazione, formaggi e carne principalmente. E hanno anche elevato sanzioni amministrative per ben 65.000 euro.