Quale futuro per la Fortitudo? Le reazioni e gli scenari   

Dopo un percorso bello ed emozionante che ha portato il basket che conta nella città dei Templi, è arrivata la decisione del presidente Moncada di iscrivere la Fortitudo – per la stagione 2020-2021 – in un campionato minore.

 

Una scelta dolorosa che ha lasciato la tifoseria confusa e rassegnata; in linea generale, il sentimento comune prevalente è stato di empatia nei confronti della società, nella consapevolezza degli sforzi economici fin qui sostenuti e alla luce delle difficoltà a reperire nuove e sempre più ingenti risorse finanziarie.

 

Non c’è ombra di dubbio che ad “accelerare” tale processo decisionale sia stata l’emergenza sanitaria legata al coronavirus e il conseguente lockdown che hanno costretto tante società sportive a rivedere la propria programmazione dovendo fare i conti con una drastica riduzione degli introiti derivanti dal botteghino e dalle sponsorizzazioni.

Molte società chiuderanno i bilanci in negativo rischiando, altresì, di scomparire dal panorama cestistico nazionale, circostanza che porterà a uno stravolgimento dei campionati a qualunque livello ridisegnando la mappa della palla a spicchi tricolore.

 

Ad ogni modo, bisogna accettare il presente e riprogrammare il futuro, la risalita non sarà facile ma allo stesso tempo non impossibile.

 

Come potrà avvenire tutto questo? A livello economico, il presidente Moncada ha già preannunciato una sponsorship da 250.000 euro che consentirebbe di disputare una buona serie B.

 

A livello di squadra, si potrebbe lavorare su una rosa di nomi che potrebbe rappresentare una buona base di partenza.

 

Uno su tutti Albano Chiarastella; l’italo-argentino, infatti, potrebbe diventare un giocatore-immagine del sodalizio biancazzurro grazie alle sue grandi doti umane e sportive; ma un ruolo altrettanto importante potrebbero avere i giocatori prodotti dal vivaio come Cuffaro, Indelicato, Moricca e Morreale che avrebbero l’opportunità di misurarsi in un campionato più adatto a un percorso di crescita.

Buona parte del futuro dovrà passare attraverso la crescita e valorizzazione dei giovani talenti sportivi rafforzando altresì le partnership con altre società cestistiche (vedi quella già in atto con la Real Basket).

 

Da valutare anche il ricorso al supporters’ trust ovvero l’azionariato popolare; nel basket hanno fatto ricorso a questa pratica alcune società come Treviso, Roma, Cantù, Varese e Trento. Il coinvolgimento dei tifosi consentirebbe di legare ulteriormente il marchio Fortitudo al territorio al fine di creare una maggiore condivisione di valori grazie al coinvolgimento dei tifosi nelle decisioni del club.