I giudici della prima sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, hanno deciso due condanne e cinque assoluzioni nei confronti dei 7 imputati coinvolti nel processo, con lo stralcio ordinario, scaturito dall’inchiesta “Kerkent”, l’operazione condotta sul campo dalla Dia di Agrigento, che nel 2019 fece luce sulla scalata al vertice del boss Antonio Massimino e su un vasto giro di droga. Inflitti 13 anni di reclusione ad Angelo Cardella, 55 anni, e 6 anni a Pasquale Capraro, 36 anni.
Tutti gli altri imputati sono stati assolti da ogni accusa: Angelo Iacono Quarantino, 35 anni; Francesco Luparello, 53 anni; Gabriele Miccichè, 37 anni; Saverio Matranga, 49 anni e Calogero Trupia, 41 anni. La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo aveva avanzato la richiesta di sette condanne, fino a 18 anni di carcere. La maggior parte di loro era accusata di far parte di un vasto giro di stupefacenti.
Al solo Miccichè erano contestati i reati, in concorso, di violenza sessuale e sequestro di persona per una vicenda legata ad un recupero crediti. Il capomafia Massimino, fin dal momento della scarcerazione, si sarebbe da subito reinserito nello stesso circuito criminoso d’estrazione, con un ruolo di vertice in seno alla famiglia mafiosa di Agrigento e Villaseta.
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