Primo Maggio a Portella della Ginestra: presenti circa 350 agrigentini

I Segretari Nazionali di Cgil, Cisl E Uil- Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo-  nel luogo della strage di 70 anni fa avvenuta nella località siciliana

Un primo maggio all’insegna della memoria, in Sicilia, per non dimenticare l’eccidio del 1947 di Portella della Ginestra quando, ad opera della banda di Salvatore Giuliano, durante i festeggiamenti per la “Festa dei Lavoratori”, morirono sotto i colpi di mitra undici persone (tra cui tre bambini) a cui si aggiunsero una trentina di feriti e successivi tre morti a causa delle ferite riportate quel giorno.

Ieri, proprio in quel luogo della strage si è deposta una corona di fiori e si è voluta celebrare la “Festa del Lavoro” 2017. Tema centrale  «Lavoro: le nostre radici, il nostro futuro». Sindacati in prima linea, grande partecipazione di circa 8 mila lavoratori. Presenti i Segretari di Cgil, Cisl E Uil, rispettivamente Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo a nome delle tre sigle nazionali oltre ai segretari territoriali generali e di categoria siciliani. Tanta affluenza, anche dalla provincia di Agrigento. Partiti in 350 circa a bordo di pullman organizzati dai sindacati agrigentini con in testa i segretari sindacali.

Una manifestazione che ha avuto risonanza nazionale grazie anche alla diretta  Rai e alle riprese di diverse testate italiane.

Da Portella della Ginestra, è partito un vero e proprio appello incentrato sulla mancanza del lavoro e sul rilancio dell’economia del Paese.

Susanna Camusso, leader della Cgil,  ha sottolineato come la giornata di ieri debba servire per rimettere in cima il lavoro e la dignità delle persone. Non ha mancato di invitare ad immaginare delle politiche per rilanciare l’occupazione e dare risposte alla disoccupazione e non, come fino ad ora si è continuato ad immaginare, che sono le regole che cambiano il lavoro, quando invece è importante pensare a come si crea il lavoro, come trovare risorse.

Annamaria Furlan, a capo della Cisl nazionale, ha posto l’accento sulla crisi generale.  “Siamo qui- ha dichiarato- per centrare l’obiettivo sull’occupazione dei giovani che abbandonano il nostro Paese”. “La questione sociale- ha continuato la Furlan- è il vero collante tra uomini e donne, giovani ed anziani, tra chi cerca lavoro e chi ce l’ha. I lavoratori si tutelano non con carità compassionevole ma con il lavoro”.

Secondo, invece, il Segretario Nazionale Uil Carmelo Barbagallo quello di ieri era un primo Maggio di impegno e non di festa perchè c’è poco da festeggiare. “Occorre far ripartire l’economia dell’Italia dando voce all’Articolo 1 della Costituzione”, ha dichiarato. “I lavoratori non sono un flipper, nè un gioco a punti, ci vogliono stabilità e certezza”, ha continuato Barbagallo tenendo a mettere in chiaro anche la situazione attuale dell’occupazione siciliana.

Tra gli interventi, anche quello di Serafino Petta, l’ultimo sopravvisuto alla strage e all’epoca sedicenne che ha ripercorso con emozione i fatti.

Sono state lette poesie in merito e poi, la diretta testimonianza di lavoratori che lottano ogni giorno per rivendicare il proprio posto di lavoro.