Si è svolta a Roma, nella sede di Palazzo Maffei-Marescotti, la seconda edizione del Premio Europeo della Giustizia “Beato Rosario Livatino”, iniziativa patrocinata da Parlamento europeo, UNESCO, ANM, OFEACT e UCSI per promuovere i valori della legalità, del coraggio civile e della tutela dei più deboli. L’evento, ideato dal professor Claudio d’Alelio Marescotti in collaborazione con la Società San Vincenzo De Paoli, ha visto la partecipazione di alte cariche della magistratura, tra cui Giovanni Salvi, Antonio Balsamo, Giuseppe Tango e Paolo Bruno, che hanno preso parte a un dibattito coordinato dalla giornalista Maria Elena Capitanio.
Quattro i riconoscimenti assegnati a professionisti distintisi nel contrasto all’illegalità. Per la funzione giudicante, l’unico premio è andato a Graziella Luparello (GIP/GUP al Tribunale di Caltanissetta), per il costante impegno contro la criminalità organizzata transnazionale e nella gestione dei beni confiscati. Nel suo discorso, la magistrata ha ricordato l’importanza della credibilità del giudice, il rifiuto di ogni compromesso e la necessità di difendere l’umanità del giudizio anche nell’era dell’intelligenza artificiale.
Per la funzione requirente sono stati premiati la dottoressa Federica La Chioma (DDA Palermo) e il procuratore di Marsiglia Nicolas Bessone, mentre per il giornalismo d’inchiesta il riconoscimento è andato a Maria Gabriella Ricotta, autrice del docufilm “1992 Falcone e Borsellino il fuoco della memoria”.
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