La UIL chiede di verificare ruolo e qualifiche dell’attuale vertice e segnala la presenza di un solo ufficiale di Polizia giudiziaria. Nella lettera anche il caso di un’informativa alla Procura relativa a un sequestro
AGRIGENTO –La UIL Fp mette sotto esame l’attuale organizzazione della Polizia Municipale di Agrigento, oggi affidata sotto il profilo dirigenziale a Giovanni Mantione, e chiede al Comune di distinguere la responsabilità amministrativa del Settore dalla funzione di Comandante del Corpo. È uno dei punti centrali della segnalazione che Mario Quagliata, ispettore capo e responsabile del Dipartimento Funzioni Locali della UIL Fp, ha inviato al Comune di Agrigento e, per conoscenza, al Prefetto.
Il punto centrale riguarda la funzione di comandante. Secondo Quagliata, la dirigenza amministrativa dell’Ente e il comando della Polizia Municipale rappresentano due piani distinti e la qualifica di dirigente amministrativo non attribuirebbe automaticamente le specifiche qualifiche proprie della Polizia Municipale, compresa quella di ufficiale di Polizia giudiziaria.
Da qui la richiesta di verificare posizione, qualifica e funzioni dell’attuale vertice e la loro coerenza con la normativa. Per la UIL, il comandante dovrebbe essere una figura professionalmente coerente con la specificità del Corpo e dotata delle competenze necessarie nelle attività di Polizia giudiziaria, nelle procedure operative e nei rapporti con l’Autorità giudiziaria. Nella segnalazione viene richiamata anche una pronuncia del Consiglio di Stato del 2024.
La questione del vertice si intreccia con un’altra criticità evidenziata dal sindacato: nel Corpo di Agrigento sarebbe presente un solo ufficiale di P.G. Gli operatori mantengono, nei casi previsti dalla legge, la qualifica di agenti di Polizia giudiziaria, ma l’assenza dell’unico ufficiale, sostiene Quagliata, rischierebbe di lasciare scoperto un livello di coordinamento, controllo e responsabilità.
La UIL richiama a questo proposito un episodio specifico: l’assenza dell’unico ufficiale avrebbe determinato difficoltà nella trasmissione alla Procura della Repubblica di un’informativa di reato relativa a un sequestro sottoposto a convalida. Una circostanza che, secondo il sindacato, mostrerebbe la fragilità di una struttura troppo dipendente da una sola figura.
Quagliata chiede inoltre di verificare le procedure utilizzate per formazione, sottoscrizione e trasmissione degli atti di Polizia giudiziaria, comprese informative di reato, sequestri e comunicazioni alla Procura, accertando che i soggetti chiamati a sottoscriverli siano effettivamente titolari delle qualifiche e delle competenze richieste.
Secondo la UIL, il Corpo dovrebbe quindi avere una struttura gerarchica nella quale siano chiaramente individuabili Comandante, ufficiali addetti al coordinamento e controllo e operatori, in modo da distribuire responsabilità e competenze e garantire la continuità del servizio anche in caso di assenza di una delle figure responsabili.
Nella segnalazione viene indicata anche la possibilità di ricorrere alle progressioni tra le aree in deroga previste dal CCNL Funzioni Locali, con la finestra temporale indicata al 31 dicembre 2026. Uno strumento che, secondo il sindacato, potrebbe consentire di valorizzare le professionalità interne e, contemporaneamente, rafforzare la struttura gerarchica del Corpo.
La UIL chiede dunque una verifica complessiva dell’assetto giuridico e organizzativo della Polizia Municipale di Agrigento: dal ruolo dell’attuale vertice al numero degli ufficiali di P.G., fino alle procedure utilizzate per gli atti destinati alla Procura.
Il principio sostenuto dal sindacato è che la Polizia Municipale, per le specifiche funzioni attribuite al personale, non possa essere organizzata come un normale ufficio amministrativo.
Si tratta, è bene precisarlo, di rilievi e richieste di verifica formulate dalla UIL. Toccherà adesso all’Amministrazione comunale chiarire le ragioni dell’attuale assetto organizzativo e fornire le proprie valutazioni sulle questioni sollevate.
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