Politica, Agrigento 2020: scenari in continua evoluzione

Non siamo ancora a Natale ma la campagna elettorale in città è già entrata nel vivo. Ad Agrigento girano già i «posterbus» con tanto di propaganda elettorale. «Agrigento 2020, Agrigento libera».

Dal coraggio di cambiare ad Agrigento libera.

E’ questo lo slogan lanciato dal candidato sindaco Marco Zambuto. L’ex primo cittadino, famoso per il «Coraggio di Cambiare», ha modificato il motto ma non la strategia. L’allusione è ai politici navigati, ai partiti che in questi anni hanno governato Agrigento e la Sicilia. Un pò lo stesso ritornello, che portò Zambuto ad essere eletto al di sopra dei partiti. Allora Zambuto sconfisse il candidato sindaco che faceva riferimento alla componente del deputato regionale Roberto Di Mauro. Oggi la sfida con il politico regionale sembra destinata a rinnovarsi considerato che Franco Miccichè (altro candidato sindaco) è vicino alle posizione del vicepresidente vicario della regione.

Eppure lo stesso Miccichè ci tiene a precisare: «Rispetto massimo per Roberto Di Mauro, ma sono il candidato della gente, degli agrigentini, rispondo all’appello dei miei concittadini. Ovviamente non rifiuto l’appoggio della politica, amo Agrigento e voglio spendermi per questa città, ben vengano gli appoggi dei deputati regionali e nazionali, perché senza la politica non si può governare. Rifiuto alleanze trasversali, sì ai partiti che vogliono sposare il mio progetto per Agrigento».

Il quartiere generale di Miccichè sarà al viale della Vittoria. È vicino l’ex caserma dei vigili del Fuoco che sarà inaugurato il suo comitato elettorale.

Lavora sotto traccia invece Lillo Firetto. L’attuale primo cittadino ha il vantaggio di poter sostenere la campagna elettorale dando risposte tangibili alla città e non basandosi su promesse da mantenere come faranno i suoi antagonisti. Ma la corsa a Palazzo dei Giganti sembra essere relegata ad una partita tra sindaci. Insieme a Marco Zambuto, un altro ex sindaco è in corsa per la competizione elettorale in programma per la primavera del 2020.

Aldo Piazza sicuro: «È solo l’inizio, ma possiamo giocarcela alla pari degli altri»

«Siamo ancora all’inizio ma ci sono tutte le condizioni per giocarsela alla pari con gli altri – dice Piazza – la gente ha voglia di riscatto, di rilancio, di attenzione. Gli agrigentini si sentono senza una guida, non hanno interlocutori, si percepisce una totale assenza della politica. In molti hanno perso la speranza, vedo i miei concittadini feriti e demotivati. Occorre ridare loro – aggiunge – punti di riferimento, ascoltare e offrire attenzione ai bisogni della gente. Il comune deve assicurare servizi efficienti, rendere vivibile questa città ma anche dare la possibilità ai cittadini di essere protagonisti del proprio futuro».

Piazza spara sui partiti ma non chiude al loro eventuale sostegno.

«Cosa hanno fatto per la città – dice – sono strutturati, ma non ci sono legami con i cittadini. Nessuno risolve i problemi della gente che è arrabbiata». Piazza andrà avanti con delle liste civiche ma dice di aprire al centro destra, area politica di sua appartenenza. La sua sarà una candidatura libera, ma senza preclusioni ai partiti.

Passate le feste inizierà a capirsi quali sono le alleanze che si sono delineate. Al momento è tutto in itinere e nessuno vuole scoprire le carte.

In pratica i giochi sono fatti, le liste sono in via di preparazione (vanno depositate entro un mese esatto dalle consultazioni) ma, al di là delle manovre verso questo appuntamento alle urne, l’orizzonte è ben più vasto. Occhio alle regionali in Emilia Romagna. Da come andrà questa tornata elettorale, infatti, dipenderà molto. Le prossime consultazioni sono indicative e come sempre potranno essere un test per capire la tenuta del governo nazionale ma anche una serie di manovre strategiche, a destra come a sinistra, in vista di un eventuale nuovo voto a livello nazionale e regionale.