Plasma superimmune, infermiera agrigentina tra le prime a donare. Jole: un gesto d’amore

Gesto nobile da parte di un’infermiera agrigentina. Jole Giacomazza, di Siculiana, ma in servizio all’Ospedale di Brindisi, è stata tra i primi donatori di plasma iperimmune.

A Brindisi sono due operatori sanitari dell’ospedale ‘Perrino’, il direttore del reparto di Chirurgia generale, Giuseppe Manca, e l’infermiera di Pneumologia, Jole Giacomazza, i primi donatori di plasma iperimmune.

Dal 9 di marzo ci siamo ritrovati travolti da uno tsunami. Il reparto di Pneumologia – spiega Jole – è stato trasformato in reparto Covid-19. Ogni 15 giorni siamo stati sottoposti a tamponi, in tutto ho ricevuto 6 tamponi. Al secondo sono risultata positiva. Un duro colpo – aggiunge – per me è stato un calvario perchè sono rimasta 21 giorni a casa, con tutte le ansie del caso. Dopo altri due tamponi sono risultata negativa, così l’ospedale mi ha proposto fare tutti gli esami di controllo necessari per verificare se avevo sviluppato gli anticorpi. Il 4 giungo ho fatto la donazione di plasma”.

A spiegare tutto era stata Antonella Miccoli, responsabile vicario del Centro trasfusionale dell’ospedale.

La selezione dei donatori rientra nel progetto sperimentale avviato dalla Regione Puglia, in collaborazione con l’Azienda ospedaliera-Università di Padova. I due donatori sono stati selezionati attraverso uno screening che ha coinvolto quattro pazienti guariti dal Covid-19.

Dopo la raccolta dei dati personali dei potenziali donatori e gli esami ematochimici – aggiunge Jole – sono state inviate le provette all’ospedale di Padova che ha esaminato il titolo degli anticorpi neutralizzanti anti-Sars-CoV-2. Il 2 giugno ci hanno comunicato il risultato favorevole soltanto per due dei quattro”.

Un gesto d’amore quello di Jole che ha vissuto momenti di grande paura.

Sentirsi dire di essere positiva lontano da casa – racconta Jole – è stato un colpo duro, ho avuto tanta paura di non farcela, un impatto devastante. Poi, con il sostegno dei miei cari che seppure a distanza non mi hanno mai fatto mancare il loro affetto, ho superato tutto. Oggi la grande soddisfazione, nel mio piccolo, di aver contribuito ad una sperimentazione che mi auguro abbia i risultati che tutti speriamo