Pizzo a due imprenditori agrigentini, acquisita ordinanza antimafia “Kerkent”

I giudici della quarta sezione penale della Corte di Appello di Palermo (presidente Giacomo Montalbano) hanno deciso di acquisire come fatto storico l’ordinanza antimafia “Kerkent”, condotta in “campo” dalla Dia di Agrigento, e coordinata dalla Dda palermitano. Si tratta del processo d’appello che vede imputati il boss agrigentino Antonio Massimino, 51 anni, e Liborio Militello, 53 anni, di Agrigento, residente a Villaseta, accusati di presunte richieste estorsive ai danni di due imprenditori agrigentini, Ettore e Sergio Li Causi, rispettivamente padre e figlio.
I giudici, inoltre, hanno acquisito il casellario e i carichi pendenti dei due Li Causi. Rigettata la richiesta di acquisire i protesti, e la richiesta di trascrizione di una conversazione, avanzata dal legale di Massimino, l’avvocato Salvatore Pennica.
L’udienza è stata rinviata al 7 maggio prossimo, per l’acquisizione materiale di questi atti, ad eccezione del Riesame, che in parte aveva dato ragione alla difesa, e già depositato precedentemente. Poi la requisitoria del procuratore generale Rita Fulantelli. Nel collegio difensivo anche l’avvocato Giovanni Castronovo.   In primo grado il Gup del Tribunale di Palermo Fabrizio Molinari aveva assolto Antonio Massimino, mentre aveva condannato a 4 anni Liborio Militello. Tre gli episodi contestati, due dei quali   annullati dal Riesame, perché ritenuti insussistenti.