Birra o vino? Una domanda che sembra scontata, almeno in Italia, dove la pizza viene quasi automaticamente accompagnata da una birra. Eppure, c’è chi invita a rivedere questa abitudine, puntando su un abbinamento diverso, più consapevole e, per certi versi, rivoluzionario.
Secondo l’Associazione Italiana Sommelier, infatti, l’accostamento tra pizza e birra non è sempre la scelta migliore. Il motivo è semplice: si tratta di due prodotti lievitati, che insieme possono appesantire la digestione.
“Questo è da evitare – spiega Lillo Trupia, delegato AIS per le province di Agrigento e Caltanissetta – soprattutto quando si scelgono birre commerciali. Senza demonizzare la birra, bisogna distinguere tra prodotti artigianali e industriali. L’ideale, invece, è abbinare il vino alla pizza, evitando che lo stomaco debba gestire due lievitati che fermentano”.
Una visione che si è tradotta in esperienza concreta durante la serata organizzata venerdì scorso alla Pizzeria L’Albero, storico locale dalla tradizione cinquantennale, a Lido Azzurro, a pochi passi dalla Scala dei Turchi. Un evento promosso proprio dall’AIS, pensato per dimostrare come la pizza possa dialogare perfettamente con spumanti, bianchi, rosati e rossi.
Protagoniste le creazioni di Lorenzo Sessa, da oltre undici anni punto di riferimento del locale.
“Utilizziamo un mix di farine con grani antichi autoctoni e cereali siciliani – ha spiegato lo chef pizzaiolo –. La lievitazione, insieme al condimento, fa la differenza. La cottura è su pietra, in forno a legna”.
A conquistare i presenti – tra soci AIS e clienti affezionati – è stata soprattutto la qualità delle materie prime, selezionate con cura: dal gambero rosa di Sciacca ai pomodori, dai formaggi alla salsiccia, fino al pistacchio. Ingredienti scelti personalmente da Andrea Carlisi, tra i titolari, nei mercatini del contadino promossi dalle associazioni agricole del territorio.
Ad aprire la serata è stato il presidente regionale AIS, Francesco Baldacchino, che ha ribadito un concetto chiave: ogni abbinamento nasce dalla qualità della materia prima. Un principio che porterà con sé anche al Vinitaly, dove sarà presente nei prossimi giorni.
Il percorso degustativo ha guidato i partecipanti attraverso sei pizze, ciascuna abbinata a un vino specifico, dimostrando come la pizza possa essere elevata a vera esperienza gastronomica.
Dalla schiacciata agli aromi, accompagnata da una Malvasia frizzante, alla pizza con gambero rosa e zucchine abbinata a uno spumante Chardonnay; dalla pizza al pesto con Malvasia delle Lipari alla parmigiana sposata con un rosé di Nero d’Avola.
E ancora, la pizza bianca con broccoli e salsiccia accostata a un Chianti Rufina, fino al finale dolce con fazzoletti di grano e ricotta di Cammarata, esaltati da un Moscato spumante.
Una serata che ha lasciato il segno, trasformando un’abitudine consolidata in una nuova prospettiva: la pizza non è più solo birra, ma può diventare un perfetto terreno di sperimentazione per il vino.
Sei pizze, sei vini: gli abbinamenti che sorprendono
Ad aprire la degustazione, la schiacciata agli aromi – impasto a 72 ore con origano, timo, rosmarino e accenni di acciughe – accompagnata dal Forte Rigoni, Malvasia 100% frizzante della cantina Ariola (Emilia Romagna), fresco e aromatico, perfetto per pulire il palato.
Sapore di mare e delicatezza nella pizza gamberi e zucchine, con gambero rosa di Sciacca e polvere di pistacchio, valorizzata dall’Almerita Contessa Franca 2016, spumante da Chardonnay in purezza firmato Tasca d’Almerita, elegante e verticale.
Profumi mediterranei per la pizza al pesto, dove il basilico incontra la sapidità del pomodoro e del grana, sostenuti da Iancura 2025, blend di Malvasia delle Lipari (90%) e Insolia (10%) della cantina Hauner, intenso e minerale.
Gusto pieno e avvolgente per la pizza parmigiana, con melanzane, prosciutto cotto e fiordilatte, in equilibrio con il Rosé di Morgante 2025, Nero d’Avola 100%, capace di coniugare freschezza e struttura.
Più deciso l’abbinamento con la pizza bianca broccoli e salsiccia, dove la componente grassa e saporita trova un contrappunto nel Nipozzano Riserva Chianti Rufina 2022, Sangiovese 100% della cantina Frescobaldi, vino di carattere, persistente e armonico.
Finale dolce con i fazzoletti di grano e ricotta di Cammarata, esaltati dal Petali Moscato Spumante Dolce, Moscato d’Alessandria in purezza della cantina Fazio, fragrante e aromatico, perfetto per chiudere in leggerezza.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp