Pisano risponde a La Vardera: «La mia casa non è abusiva». E chiede a Crosta di lasciare le deleghe
Il deputato di Fratelli d’Italia replica all’appello lanciato dal leader di Controcorrente: «Rispondo con i documenti». Poi ribalta il caso sul vicesindaco di Agrigento: «Renda pubblici i titoli edilizi e, nelle more degli accertamenti, faccia un passo indietro». L’affondo anche su Conte e Schlein
AGRIGENTO. Lillo Pisano risponde nel giro di poche ore a Ismaele La Vardera e lo scontro politico sulla vicenda delle presunte case abusive si allarga. Il deputato nazionale di Fratelli d’Italia sostiene, documenti alla mano, che l’immobile ereditato dal nonno non sia abusivo e poi restituisce la pressione politica al campo di Controcorrente, chiedendo al vicesindaco di Agrigento Giovanni Crosta di rimettere le deleghe in attesa che venga fatta chiarezza sulla propria vicenda.
La replica arriva dopo che La Vardera, attraverso AgrigentoOggi, aveva chiamato direttamente in causa Pisano chiedendogli di smentire una notizia pubblicata da una testata locale relativa a una presunta casa abusiva a lui riconducibile.
«Rispondo subito, rispondo con i documenti e rispondo a tutti, con chiarezza», esordisce Pisano.
Il parlamentare chiarisce innanzitutto la provenienza dell’immobile: «Non l’ho costruito io, non l’ho scelto io. Mi è pervenuto per successione circa vent’anni addietro, alla morte di mio nonno. Ho ereditato una casa, non una condotta».
Poi entra nel merito della regolarità dell’edificio. Secondo quanto sostiene Pisano, la costruzione sarebbe già rappresentata «nell’aerofotogrammetria S.A.S. relativa al volo I.G.M. del 1966».
«Un vincolo del 1968 – afferma – non rende abusiva una casa già presente nel 1966. Non è una tesi difensiva: è il principio per cui la legittimità di un’opera si giudica secondo la legge vigente quando l’opera è stata realizzata».
Pisano assicura che i documenti sono disponibili per le verifiche: «Non chiedo di essere creduto. Chiedo di essere verificato».
E aggiunge un altro elemento: «L’immobile che ho ereditato non si trova a meno di centocinquanta metri dalla battigia».
È da questo punto che la replica cambia bersaglio e torna direttamente sul caso Crosta, che da giorni alimenta il confronto politico ad Agrigento.
Pisano invita La Vardera ad applicare al proprio campo politico lo stesso criterio utilizzato nei suoi confronti.
«Ha chiesto chiarezza a me: ha fatto bene, ed eccola, a poche ore di distanza. Chieda ora, con lo stesso metro e con la stessa fretta, che il vicesindaco della città renda pubblici i titoli edilizi. Sono domande che non ho inventato io: sono da giorni sui giornali e finora senza risposta».
Ma il parlamentare di Fratelli d’Italia va oltre e pone una questione direttamente politica e amministrativa.
Secondo Pisano, considerando le deleghe attribuite a Crosta – tra le quali trasparenza, anticorruzione, affari legali, patrimonio e Polizia municipale – il vicesindaco dovrebbe temporaneamente fare un passo indietro.
«Nelle more degli accertamenti, il vicesindaco dovrebbe rimettere le deleghe. Non come sanzione – nessuno è colpevole finché non lo si accerta – ma come garanzia di terzietà: chi è chiamato a vigilare sulla legalità edilizia degli altri non può essere, contemporaneamente, oggetto di una verifica sulla propria».
Pisano la definisce «una questione di igiene istituzionale, prima ancora che di politica».
Lo scontro supera poi i confini agrigentini. Il deputato di FdI chiama direttamente in causa Giuseppe Conte ed Elly Schlein, chiedendo ai vertici nazionali del centrosinistra di prendere posizione sul metodo utilizzato.
«Se questo è il modo di fare politica del cosiddetto campo largo – afferma – costruire il consenso con il sospetto anziché con le proposte, colpire l’avversario nella reputazione anziché sconfiggerlo nel merito, trasformare un’eredità di famiglia in un’accusa e un titolo in una sentenza, allora ritengo doveroso che i leader del centrosinistra, a partire dal presidente Giuseppe Conte e dalla segretaria Elly Schlein, prendano pubblicamente le distanze».
Pisano rivendica quindi le battaglie portate avanti dal centrodestra sul territorio, dall’aeroporto di Agrigento alla radioterapia, passando per la stabilizzazione dei precari, l’illuminazione dello stadio Esseneto e la strada Mosella.
Infine torna a Maddalusa e alle parole pronunciate nelle scorse settimane da La Vardera nei confronti di chi possiede immobili abusivi.
«Qualcuno si è sentito dire che dovrebbe “vergognarsi” per una casa costruita dal padre. Io respingo quel linguaggio, e lo respingo anche quando gioverebbe a me usarlo contro qualcun altro. Nessuno risponde delle scelte dei propri ascendenti, né a Maddalusa, né a Zingarello, né a Cozzo Bisaccia».
E chiude riportando la questione sull’emergenza idrica: «Quello che i cittadini di Maddalusa chiedono da oltre tre mesi non è un’assoluzione morale: è l’acqua».
La risposta di Pisano, dunque, non chiude la polemica aperta da La Vardera. Al contrario, riporta il caso Crosta al centro dello scontro politico e aggiunge una richiesta precisa: la pubblicazione dei titoli edilizi e, nel frattempo, la rinuncia alle deleghe da parte del vicesindaco.
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