Piante, migliori amiche dell’uomo: quali sono le specie migliori da tenere in casa?

Le piante possono essere delle preziose alleate nelle case di tutti noi. Non solo decorano e riscaldano gli ambienti, ma comportano anche una serie di interessanti vantaggi per la salute degli abitanti della casa. La qualità dell’aria può infatti migliorare in molti modi diversi grazie alle piante, ed ecco spiegato perché oggi vedremo insieme quali sono le specie migliori da tenere, e perché.

 

Le piante che assorbono i cattivi odori (e non solo)

 

Innanzitutto bisogna fare una distinzione fra due tipologie di piante: quelle che assorbono i cattivi odori, e quelle che riescono a coprirli grazie al loro intenso profumo. Alla prima categoria appartengono ad esempio il gelsomino e la lavanda, insieme al geranio edera, alla gardenia, alla salvia officinalis e ai crisantemi. 

 

Le migliori piante in grado di coprire gli odori con il loro profumo, invece, sono il ficus benjamin, l’edera, la sansevieria trifasciata e la beaucarnea recurvata, nota anche come pianta mangia fumo. A tal proposito, quello della sigaretta è uno degli odori che impregna di più gli ambienti, nonché uno dei più complessi da debellare. Spesso non basta limitarsi ad aprire le finestre, ma alcune piante come la già citata beaucarnea possono dare una mano concreta, e lo stesso discorso vale per il falangio, il cactus peruviano, il clorofito e l’edera. 

 

Non si avranno invece gli stessi problemi con il vapore acqueo dell’e-cig, spesso anzi aromatizzato (e quindi profumato) grazie ai vari gusti per la sigaretta elettronica presenti in commercio. Si continua con alcune delle piante migliori da collocare in casa per via della loro capacità di annullare o di coprire i cattivi odori. Basti ad esempio citare la dracena e la nolina, insieme al famoso pothos aureo e alla tillandsia cyanea.

 

Le piante per depurare l’aria degli ambienti domestici

 

Le piante hanno la capacità di assorbire l’anidride carbonica dall’aria di casa, di conseguenza si pensa possano svolgere anche un prezioso ruolo depurativo. Come sempre, però, ci sarebbero alcune specie più efficaci di altre, e qui si fa riferimento soprattutto a piante come la schefflera, insieme ad altre già viste in precedenza come la beaucarnea e la sansevieria trifasciata. Non tutti sono d’accordo con questa affermazione, ma altrettanti studi si trovano invece a favore di questa ipotesi.

 

Anche lo spatifillo è noto per il suo presunto potere di assorbire l’anidride carbonica ed è, inoltre, una delle specie più facili da curare in assoluto, quindi perfetta per un uso domestico. L’elenco prosegue con altre voci molto efficienti, come la dracena deramensis, la gerbera, il crisantemo, il pothos (anch’esso facilissimo da coltivare) e il filodendro. 

 

Ma come fanno ad assorbire l’anidride carbonica? Attraverso minuscoli pori nelle loro foglie. La molecola viene poi scomposta da un processo chiamato fotosintesi per creare glucosio, che la pianta usa come energia. Per scomporre la molecola di anidride carbonica, la pianta ha bisogno della luce del sole. L’energia luminosa del sole provoca una reazione chimica nella pianta che scinde la molecola di anidride carbonica in due nuove molecole: carbonio e ossigeno. L’ossigeno viene poi rilasciato nuovamente nell’atmosfera, ed è così che avviene questo scambio.