Seduta del 5 novembre segnata dall’assenza del sindaco Michele Sodano. La vicesindaca Miccichè difende la continuità amministrativa. Spataro chiede garanzie sui finanziamenti, Giacalone contesta la mancanza di rappresentanza politica, mentre Gramaglia rivendica i risultati della precedente amministrazione.
Il Piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028 passa in Consiglio comunale ad Agrigento. Nella seduta del 5 novembre il provvedimento è stato approvato, dopo il via libera a due emendamenti tecnici, con 9 voti favorevoli e 6 astensioni su 15 presenti. Approvata anche l’immediata esecutività.
Una discussione che, al di là degli aspetti tecnici, ha assunto una precisa connotazione politica. A pesare è stata soprattutto l’assenza del sindaco Michele Sodano, in una seduta dedicata a un atto strategico per la programmazione futura della città. A rappresentare l’Amministrazione è stata la vicesindaca Miccichè, che ha difeso il documento e la scelta di dare continuità alla programmazione precedente.
Spataro: «Le opere del 2027 sono tutte finanziabili?»
Il consigliere di Fratelli d’Italia, Pasquale Spataro, ha ricostruito l’iter del Piano, ricordando che lo schema era stato approvato all’unanimità dalla Giunta con la deliberazione n. 74 del 26 maggio 2026. Tra i componenti della precedente amministrazione che avevano votato il documento figura anche il consigliere Vullo.
Spataro ha evidenziato come l’attuale proposta riprenda sostanzialmente quella precedente, pur con le modifiche richieste dai revisori e recepite dagli uffici. Ha richiamato, in particolare, l’esclusione dall’annualità 2027 di interventi non ancora cantierabili, citando il caso di Santa Croce e le relative spese di progettazione.
La richiesta al dirigente Mantione è stata chiara: verificare che tutte le opere inserite nel 2027 siano realmente finanziabili e in possesso dei requisiti necessari per essere attivate. Una questione tecnica, ma anche una garanzia politica per il voto dell’Aula.
Giacalone: «Il rispetto si sostanzia nella presenza»
Più duro l’intervento di William Giacalone, che ha posto una questione di rappresentanza istituzionale e politica.
«Abbiamo necessità che sia il primo cittadino a dirci qual è la sua idea», ha affermato, contestando l’assenza del sindaco e dell’assessore durante una discussione sulla pianificazione strategica di Agrigento.
Giacalone ha ironizzato sulla continuità con il Piano della precedente amministrazione, sostenendo che non può diventare un merito politico riproporre un programma già predisposto da altri. Pur riconoscendo la validità dell’emendamento tecnico illustrato dal dirigente Mantione, ha insistito sulla necessità di una presenza politica responsabile.
«Dobbiamo pretendere la dignità politica», ha dichiarato, richiamando anche il rischio di una mancanza del numero legale e respingendo preventivamente eventuali responsabilità attribuite a chi avesse lasciato l’Aula.
«Il rispetto si sostanzia nella presenza, nella dignità della presenza», ha concluso.
Mantione conferma le coperture
Rispondendo a Spataro, il dirigente Mantione ha assicurato che i responsabili dei procedimenti hanno confermato i requisiti necessari per l’inserimento degli interventi nell’elenco annuale.
Il programma comprende opere di consolidamento e riqualificazione urbana, manutenzione della viabilità e degli immobili comunali, recupero del Palazzo municipale, interventi sulle reti delle acque bianche, loculi cimiteriali, decoro urbano, verde pubblico e illuminazione, oltre a progetti per le energie rinnovabili.
Le opere inserite dispongono delle coperture finanziarie dichiarate dai rispettivi RUP, anche se alcuni progetti necessitano di aggiornamenti e alcune procedure risultano ancora in corso.
Gramaglia: «La precedente amministrazione ha portato risultati»
Simone Gramaglia ha condiviso le perplessità sull’assenza del sindaco e dell’assessore, ma ha soprattutto sottolineato il significato politico della riproposizione del programma.
Secondo il consigliere, l’attuale amministrazione sta portando avanti opere finanziate e progettazioni avviate dalla precedente Giunta, riconoscendo di fatto il lavoro svolto e i risultati ottenuti anche grazie ai riferimenti istituzionali regionali e nazionali.
Da qui l’annuncio del voto favorevole, suo e del gruppo di appartenenza.
Miccichè: «Non c’è il tempo di stravolgere un programma triennale»
A chiudere il confronto politico è stata la vicesindaca Miccichè, che ha difeso la scelta di mantenere la continuità con la precedente programmazione.
«Non c’è il tempo di stravolgere un programma triennale», ha spiegato, ricordando che il Piano contiene finanziamenti attivi, opere cantierabili e progetti che necessitano soltanto di aggiornamenti, in particolare sui prezzi.
Miccichè ha richiamato anche le conseguenze di una mancata approvazione: blocco degli atti propedeutici al bilancio, impossibilità di avviare nuove opere e difficoltà nell’accedere a finanziamenti e bandi.
«È un atto importante di responsabilità per i consiglieri», ha sottolineato, manifestando amarezza per l’assenza di diversi componenti dell’Aula.
Il voto: il Piano passa con 9 favorevoli e 6 astensioni
Dopo l’approvazione dei due emendamenti tecnici, il Consiglio ha votato la proposta definitiva. Il Piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028 è stato approvato con 9 voti favorevoli e 6 astensioni su 15 presenti. Via libera anche all’immediata esecutività.
Il dato politico che emerge dalla seduta è quello di una programmazione che prosegue nel segno della continuità con la precedente amministrazione, ma che riapre il confronto sulle responsabilità politiche e sulla presenza dei vertici istituzionali.
Il Piano passa. Resta il confronto politico su chi lo ha costruito, chi oggi lo porta avanti e, soprattutto, su chi era chiamato a illustrarlo in Aula.


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