Petrusa ha bisogno di più mezzi e più organico. Ispezione del parlamentare Sodano

E’ stata una visita importante quella di oggi, una delle più toccanti e profonde fin dal mio insediamento da Parlamentare. Ho dialogato a lungo con i detenuti per conoscere le loro necessità, portare una parola di conforto, assicurarmi delle loro condizioni di vita e del percorso di rieducazione che, chiunque sconti un periodo detentivo, dovrebbe intraprendere per reinserirsi nella società. Ognuno di loro è consapevole di aver commesso un reato e di dovere scontare la pena, ma è forte anche il desiderio di guardare oltre, e lo Stato deve essere il principale alleato nella riabilitazione del cittadino.

Ugualmente importante è stato ricevere le osservazioni degli agenti penitenziari e prendere atto delle impellenti esigenze della struttura. Emerge chiaramente una pianta organica sottodimensionata, una situazione nata in seguito all’entrata in vigore della riforma Madia che compromette il funzionamento del Petrusa a pieno regime. Per questo motivo mi faccio portavoce di queste istanze e le porto a Roma, chiedendo maggiore attenzione per la struttura di Agrigento. Devo in ogni caso riconoscere la grande professionalità di tutto il personale dell’istituto a partire dal Direttore Pappalardo, al Comandate Lo Faro, fino a ogni agente in servizio. Portano avanti questo lavoro con serietà e passione in un contesto per nulla semplice.

La gran parte di chi si trova in queste strutture ha una profonda sensibilità e riconosce di aver sbagliato. Spesso chi non ha nulla, e vive da sempre in condizioni di disagio, per sopravvivere, in preda alla disperazione, non vede altra soluzione che delinquere. E’ evidente che, oggi più che mai, lo stato deve ritornare a puntare sul welfare per eliminare le distorsioni della diseguaglianza e garantire la scala mobile sociale, deve permettere a ogni cittadino di vivere con serenità e dignità, redistribuendo la ricchezza del paese.