Personale sanitario in servizio al carcere “Di Lorenzo”, la Cisl Fp: “Mancano uomini e mezzi”

carcere petrusa

Carenze di organico, turni insostenibili e difficoltà persino a reperire dispositivi medicali, farmaci e divise da lavoro: la Cisl Fp denuncia con una nota le insostenibili condizioni di lavoro in cui operano i sanitari in servizio nella casa circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento. Tutto è contenuto in una lettera inviata alla direzione del carcere, al Ministero della Giustizia e per conoscenza alla Prefettura a firma del coordinatore territoriale per la Sanità pubblica e Privata Alessandro Farruggia. “La situazione di giorno in giorno diventa sempre più insostenibile – spiega Farruggia -. Ad oggi vi è la disponibilità di un solo infermiere a turno per 295 detenuti a cui deve essere garantita la terapia farmacologica. Solo sporadicamente la seconda unità è garantita con disposizioni di 15 giorni a un personale con orari ridotti e che comunque è esente dalla turnazione notturna. Gli infermieri sono così costretti a non rispettare lo stacco delle 11 ore, come previsto invece dalle norme, a non godere delle ferie maturate, patendo così uno stress grave. Tutto questo, evidenzia Farruggia, ha ovviamente anche delle ricadute evidenti sulla capacità di garantire la terapia ai reclusi: non solo è infatti difficile riuscire a rispondere a tutte le chiamate, ma diventa impossibile farlo quando le richieste di intervento giungono simultaneamente. Oltre ai problemi organizzativi, tra l’altro, viene segnalata al sindacato una grave carenza di dispositivi medicali, farmaci, divise da lavoro, cancelleria. Ci è stato riferito – aggiunge Farruggia – che il personale, senza nessuna disposizione di servizio venga impiegato per l’acquisto di farmaci presso le diverse farmacie del territorio. Per tutto quanto elencato, viste le gravi criticità che potrebbero essere oggetto di responsabilità a carico del personale in servizio, e causa di eventi che vorremmo sicuramente scongiurare, chiediamo un intervento immediato a chi di competenza al fine di garantire in primis il diritto alla salute a tutti i detenuti e nello stesso tempo delle condizioni di lavoro più idonee a tutto il personale sanitario”.
Al contempo Farruggia chiede che venga al più presto bandito un avviso pubblico rivolto ad infermieri e operatori socio-sanitari dedicato esclusivamente al carcere