Per una movida equilibrata serve una mediazione culturale

A fasi alterne torna alla ribalta della cronaca la movida con i suoi problemi e con i conflitti che si generano tra cittadini, commercianti e frequentatori dei locali nelle ore notturne. Conflitti che toccano anche aspetti economici non indifferenti e problemi che riguardano il diritto al riposo notturno per chi abita nelle zone calde dell’intrattenimento, la sicurezza e il rispetto della legalità nel cuore della città.
Le misure di controllo non mancano e non sono poche le sanzioni elevate nei confronti di chi non rispetta la legge sotto i vari profili, ma il fenomeno, che non è solo locale, necessità non solo di regolamenti, che non mancano, ma di una mediazione culturale che stabilisca il principio che tutti hanno diritto alla città, ovvero il diritto al suo valore d’uso, ad appartenere allo spazio urbano, nel principio del suo libero accesso e fruizione. E in forza di questo principio alcune zone della città si ritrovano ad essere teatro di conflitto in quanto il diritto alla fruizione si scontra con un altro principio fondamentale che è quello della convivenza.
È allora evidente che si può raggiungere una qualche forma di mediazione, tra esigenze contrapposte, nella misura in cui ci si rende conto che la città non appartiene alle proprie ambizioni d’uso ma esistono dei doveri civici da rispettare nei confronti dell’altro che ha pari diritti in quanto abitante della stessa città.
Si pone dunque la questione di come trovare un equilibrio tra i diversi modi di intendere la città e in particolare il suo centro storico senza avere la pretesa che il proprio debba avere il sopravvento su quello degli altri.
Con un approccio culturale adeguato sarà più facile fare rispettare le regole, trovare un equilibrio tra le esigenza di ognuno e non creare disagi ad alcuno.
Ma per avere successo un percorso del genere occorre che da parte di tutti, associazioni, cittadini, stakeholder e anche rappresentanti della Scuola venga offerto un contributo ad una causa non può essere delegata solo alle forze dell’ordine che già svolgono un lavoro egregio.
Occorre aggiungere, infine, che anche i media hanno un ruolo importante nell’ambito di questo impegnativo versante soprattutto per il modo in cui raccontano quanto avviene nella movida cittadina cercando di rappresentare i fatti evitando derive sensazionalistiche.