Nel Partito democratico agrigentino il percorso verso le prossime elezioni amministrative si è progressivamente complicato, fino a trasformarsi in una fase di stallo che rischia di compromettere la costruzione di un’alternativa politica al centrodestra.
Dal dicembre 2024 il circolo cittadino Vittoria Giunti ha lavorato alla nascita di un’Area progressista e alla definizione di una candidatura a sindaco chiaramente collocata fuori da ogni ipotesi di alleanza con forze conservatrici. Un’impostazione che, almeno inizialmente, aveva trovato una sponda nei vertici regionali e in una parte della rappresentanza parlamentare del partito.
Il progetto è stato presentato pubblicamente il primo marzo e rilanciato con un’assemblea molto partecipata a fine luglio. A quel punto si è aperta la fase decisiva: la scelta del candidato sindaco. Nel confronto interno è emersa la proposta di Onofrio Dispenza, detto Nuccio, sulla quale si è registrata la convergenza di Movimento 5 Stelle, Sinistra italiana e Verdi.
Da settembre, tuttavia, il percorso si è arenato. Riunioni rinviate, richiami a tavoli di confronto provinciali e regionali mai convocati, formule politiche rimaste vaghe hanno progressivamente rallentato ogni decisione. A meno di due mesi dalla presentazione delle liste, il Pd di Agrigento non ha ancora ufficializzato una scelta, nonostante lo statuto attribuisca al partito locale la competenza sulle candidature amministrative.
Nel frattempo, sullo sfondo, si sono moltiplicate indiscrezioni su presunte interlocuzioni con lo schieramento guidato da Lillo Firetto e su ipotesi di alleanze civiche allargate che includerebbero anche esponenti del centrodestra e della Democrazia cristiana. Un quadro che ha alimentato tensioni interne e timori, nel circolo cittadino, che il continuo rinvio delle decisioni finisca per svuotare il progetto dell’Area progressista, rendendo inevitabile una convergenza dell’ultima ora su accordi già visti nelle precedenti tornate amministrative.
Su questo punto è intervenuto con una smentita netta il segretario provinciale del Partito democratico, Francesco Cacciatore (foto), replicando alle voci – diffuse dal segretario cittadino Nino Cuffaro – su presunti accordi riguardanti la candidatura di Firetto. In un comunicato ufficiale, Cacciatore chiarisce che non esiste, né è mai esistita, alcuna trattativa in tal senso, precisando di non aver mai promosso, autorizzato o avallato accordi di questo tipo.
Il segretario provinciale sottolinea inoltre che ogni decisione del partito avviene nel pieno rispetto delle regole democratiche e delle responsabilità interne, ribadendo che nessun accordo può essere assunto senza il coinvolgimento della segreteria provinciale e dei rappresentanti istituzionali del territorio. Cacciatore rivendica anche la piena legittimità del proprio mandato, frutto di un voto democratico “limpido e vincolante”, assicurando che il Pd affronterà la competizione elettorale con serietà, trasparenza e senza ambiguità. “Questa è la linea e la verità dei fatti”, conclude.
Intanto, nel centrodestra circola da settimane con insistenza il nome di Pietro Luparello come possibile candidato unitario. Nel suo curriculum figurano incarichi di primo piano, tra cui la presidenza del Consiglio provinciale e il ruolo di vicesindaco nella prima sindacatura di Marco Zambuto. A completare il mosaico, poi, c’è Controcorrente, che potrebbe puntare su Michele Sodano, e c’è anche Giuseppe Di Rosa, che di fatto è già in campagna elettorale.
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