Patronaggio: ”Falcone e Borsellino non siano ‘santini’ da tenere nel portafoglio”

“Nelle celebrazioni del trentennale di quella che è stata una grande tragedia umana, professionale e politica non solo siciliana ma dell’Italia intera, in pochi si sono posti una domanda che per me suona angosciante: potrebbe ripetersi tutto questo orrore? La risposta è purtroppo, drammaticamente, sì”. Sono parole dure quelle pronunciate dall’ex procuratore capo di Agrigento, da poche settimane Procuratore generale di Cagliari, Luigi Patronaggio. Il magistrato ha lavorato per anni al fianco di Paolo Borsellino, e ha conosciuto da vicino Giovanni Falcone.

“Al di là delle facili affermazioni sulla sconfitta militare di Cosa Nostra, non si sono spezzate in modo definitivo le alleanze e le trame fra le mafie, le lobbies e gli apparati occulti di questa Repubblica – ha aggiunto Patronaggio -. Questo oscuro mondo parallelo, illegale ed autoritario, ritiene ancora di potere espropriare, a piacimento e secondo logiche non immediatamente decifrabili, i cittadini dal loro diritto di decidere democraticamente ed autonomamente del proprio convivere civile. Ben vengano allora le celebrazioni, ma con il coraggio di guardare, oltre ed in profondità, evitando di fare di Falcone e Borsellino due ‘santini’ da tenere nel portafoglio di una ipocrita coscienza civica”.