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Home » Mente Locale » Oltre il mare: perché i luoghi che abitiamo influenzano il nostro benessere psicologico

Oltre il mare: perché i luoghi che abitiamo influenzano il nostro benessere psicologico

Redazione Di Fabiola Vullo
27 Luglio 2026
in Mente Locale
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Nasce oggi su AgrigentoOggi “Mente Locale – La lente psicologica sulla città”, la nuova rubrica curata dalla psicologa Fabiola Vullo. Un percorso che, attraverso il contributo della psicologia, offrirà chiavi di lettura inedite sui temi che riguardano la vita della nostra comunità: dagli spazi urbani alle relazioni, dal senso di appartenenza al benessere individuale e collettivo. Perché comprendere una città significa, prima di tutto, comprendere le persone che la vivono.

MENTE LOCALE: LA LENTE PSICOLOGICA SULLA CITTÀ

a cura della psicologa Fabiola Vullo

OLTRE IL MARE: Perché i luoghi che abitiamo influenzano il nostro benessere psicologico

Quante volte ci è capitato di restare bloccati nel traffico del Quadrivio, tra cantieri aperti e caldo soffocante, pensando: «Quanto vorrei essere al mare in questo momento». Potrebbe sembrare un pensiero banale. Eppure, dietro quella frase si nasconde una domanda molto più profonda: quanto influiscono davvero i luoghi che viviamo ogni giorno sul nostro benessere psicologico?

La psicologia ci mostra che l’ambiente in cui viviamo incide sul nostro equilibrio molto più di quanto immaginiamo. I luoghi che attraversiamo ogni giorno non sono semplicemente la cornice della nostra vita: influenzano il nostro umore, la nostra attenzione, le nostre relazioni e il senso di appartenenza che proviamo verso la città in cui viviamo.

Ed è qui che Agrigento ci costringe a una domanda semplice: perché il benessere deve passare quasi sempre e solo dal mare?

Il mare è una risorsa straordinaria, ma una città che obbliga i suoi abitanti a cercare tregua sempre nello stesso luogo chiede troppo alla propria geografia e troppo poco alla progettazione della vita quotidiana. E, tra l’altro, spreca anche il proprio potenziale: spazi poco valorizzati non sono soltanto un problema di decoro o di bellezza architettonica, ma rappresentano una risorsa inutilizzata che potrebbe contribuire al benessere psicologico di tutti.

È stato dimostrato da diversi studi che gli ambienti naturali favoriscono il recupero mentale, riducono l’affaticamento dell’attenzione e possono persino suscitare quel senso di meraviglia che ci fa sentire parte di qualcosa di più grande, alleggerendo il peso dei pensieri quotidiani (Kaplan & Kaplan, 1989; Van Cappellen & Rimé, 2013; Bai et al., 2017). Persino vedere degli alberi dalla propria finestra è stato associato a migliori capacità cognitive e a una maggiore capacità di affrontare le difficoltà quotidiane (Kuo, 2001).

Quali caratteristiche deve avere una città per promuovere il benessere dei cittadini? Davvero basterebbe godere di una vista privilegiata sulla Valle dei Templi? Se la geografia e il patrimonio naturale fossero l’unico metro di misura, Agrigento sarebbe in vetta a tutte le classifiche sulla qualità della vita. Eppure, le sole caratteristiche fisiche di un luogo non bastano: per capire come gli spazi che abitiamo influenzano il nostro benessere, dobbiamo guardare al loro valore sociale e simbolico.

Infatti, i luoghi non ci influenzano soltanto per come sono fatti, ma per ciò che ci permettono di fare. Una piazza vissuta invita all’incontro, un parco accessibile incoraggia il movimento e la socialità, uno spazio trascurato comunica invece che non è pensato per essere abitato. In psicologia ambientale si parla di affordance: ogni ambiente offre possibilità d’azione differenti. Non basta, dunque, avere un posto, bisogna chiedersi cosa quel posto ci permette di essere e di fare.

C’è infine il tema del riconoscimento. Un quartiere curato comunica valore e appartenenza; uno spazio abbandonato comunica disinteresse e trascuratezza. Sentirsi dentro un luogo valorizzato cambia il modo in cui percepiamo noi stessi e la nostra posizione all’interno della comunità (Ross, Mirowsky & Pribesh, 2001; Rogers & Pilgrim, 2003). Il benessere psicologico comincia anche da qui: dal sentirsi autorizzati ad appartenere alla propria città.

Il punto, allora, non è soltanto aspettare che la città venga salvata dall’alto. Il valore di un luogo si costruisce anche nel nostro piccolo: con la cura degli spazi comuni, con la presenza, con il rispetto dei beni condivisi. Perché prendersi cura dei luoghi che abitiamo, in fondo, significa prendersi cura della nostra salute mentale.

Agrigento possiede risorse straordinarie. Il problema non è la mancanza di bellezza o di natura, ma la difficoltà nel trasformarla in benessere diffuso. Il mare non dovrebbe essere l’unico rifugio. Dovrebbe essere soltanto uno dei tanti luoghi in cui la città insegna ai suoi abitanti a respirare.

E tu, oltre il mare, in quali luoghi della tua città ti senti riconosciuto? E quali, invece, ti fanno sentire escluso o trascurato?


Chi è Fabiola Vullo

Fabiola Vullo è psicologa clinica dello sviluppo, nata e residente ad Agrigento. Si è formata presso l’Università degli Studi di Padova, specializzandosi nei temi dell’età evolutiva e delle relazioni familiari. Oggi svolge la propria attività professionale con bambini, adolescenti, famiglie e minori stranieri non accompagnati, offrendo percorsi di ascolto, supporto e consulenza.

Conclusa la formazione, ha scelto consapevolmente di tornare ad Agrigento e di radicare qui il proprio lavoro. Una scelta nata dal legame con la città e dalla convinzione che anche nei territori più complessi sia possibile costruire benessere, favorire il cambiamento e prendersi cura del futuro.

Da questa visione nasce “Mente Locale – La lente psicologica sulla città”, una rubrica che vuole essere uno spazio di riflessione condivisa per osservare Agrigento con uno sguardo diverso: quello della psicologia. Un luogo d’incontro per comprendere meglio il legame tra persone, relazioni e spazi urbani, nella consapevolezza che il benessere di una comunità passa anche dal modo in cui vive e si prende cura dei propri luoghi.


Fabiola Vullo
Oggi svolge la propria attività professionale con bambini, adolescenti e famiglie, offrendo percorsi di ascolto, supporto e consulenza. Dopo la formazione ha scelto di tornare ad Agrigento, convinta che anche attraverso la psicologia sia possibile contribuire alla crescita e al benessere della comunità. Da questa idea nasce "Mente Locale – La lente psicologica sulla città", una rubrica che propone uno sguardo nuovo sulla città, esplorando il legame tra persone, luoghi e benessere psicologico.

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Tags: agrigentoambientebenesserebenessere psicologicocittàcomunitàFabiola VulloluoghiMente Localepsicologiapsicologia ambientalequalità della vitasalute mentalespazi urbaniterritorio
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