Nodo Rosé cresce ancora: 28 cantine, grandi nomi del vino e il lavoro di Luigi Gangarossa consacrano il format di Realmonte
REALMONTE – Non è più soltanto una manifestazione dedicata al vino rosato. Nodo Rosé è diventato un appuntamento capace di mettere insieme produttori, sommelier, giornalisti, ristoratori e appassionati, trasformando per due giorni la spiaggia del Nodo Ammare, a Lido Rossello, in una delle vetrine più importanti dedicate ai rosati siciliani.
La quinta edizione ha confermato la costante crescita dell’evento, sia sotto il profilo qualitativo sia per partecipazione. Il format, ideato da Fabio Speranza, Marco Gallo e Luigi Gangarossa, continua ad evolversi, ma conserva la sua intuizione vincente: raccontare il vino rosato nel luogo in cui riesce a esprimere al meglio la propria identità, in riva al mare, tra il tramonto della Scala dei Turchi, la cucina del territorio e il dialogo diretto con i produttori.
Il percorso è iniziato il 23 luglio con l’esclusivo Gran Galà Rosé, una cena degustazione che ha visto protagoniste dieci cantine, ciascuna chiamata ad accompagnare un menu studiato per valorizzare le diverse interpretazioni del rosato. Il giorno successivo l’evento si è aperto al pubblico, raggiungendo numeri ancora più significativi: 28 cantine complessivamente coinvolte, con le dieci protagoniste della cena affiancate da altre diciassette aziende che hanno animato il grande banco d’assaggio sulla spiaggia.
Il lavoro di Luigi Gangarossa: la regia enologica della manifestazione
Se il format è frutto dell’intuizione condivisa dei tre ideatori, la qualità dell’offerta enologica porta la firma del sommelier Luigi Gangarossa, che ha curato la selezione delle aziende partecipanti e la costruzione dell’intero percorso degustativo.
È stato lui a coinvolgere le cantine, a individuare le etichette più rappresentative e a progettare gli abbinamenti del Gran Galà, creando un viaggio attraverso le molteplici espressioni del rosato: dagli spumanti metodo classico ai vini fermi, passando per vitigni e territori diversi, accomunati da una forte identità.
Una regia tecnica che ha contribuito in maniera determinante al successo della manifestazione, permettendo di riunire a Realmonte alcune delle realtà più autorevoli del panorama vitivinicolo siciliano insieme a prestigiose etichette italiane e internazionali.
Il talk con Renato Rovetta
Ad aprire il Gran Galà Rosé è stato anche un momento di approfondimento dedicato all’evoluzione del vino rosato.
Il talk, moderato dal giornalista Domenico Vecchio, ha visto protagonista Renato Rovetta, tra i maggiori esperti italiani del settore e ideatore della Guida al Bere Rosa. Il confronto ha offerto agli ospiti una riflessione sull’evoluzione del rosato italiano, sul crescente interesse del mercato e sul ruolo sempre più centrale della Sicilia, oggi protagonista grazie a produzioni di qualità sempre più apprezzate anche fuori dai confini regionali.
Un dialogo che ha arricchito la serata, trasformando la degustazione in un’occasione di approfondimento culturale oltre che sensoriale.
Ventotto cantine protagoniste
A testimoniare la crescita della manifestazione sono soprattutto i numeri. Dopo le dieci cantine protagoniste della cena di gala, il secondo appuntamento ha portato sul lungomare di Lido Rossello un totale di 28 aziende vitivinicole, offrendo al pubblico un percorso di degustazione tra alcune delle migliori produzioni rosate del panorama enologico.
Tra le cantine presenti figuravano Cristo di Campobello, Tenute Cuffaro, Mandrarossa, Planeta, Milazzo, Firriato, Casa Grazia, Cantine Fina, Baglio Oro, Serra Ferdinandea, Cantine De Gregorio, Tasca d’Almerita – Tenuta Regaleali, Donnafugata, Di Giovanna, Giovinco, Cellaro, Bonsignore Baglio e Vigne, Primaterra, Le Case Matte, Feudo Disisa, Caruso & Minini, Barone Montalto, Antichi Vinai, Bagliesi Vini Bio, insieme alle etichette del Gruppo Italiano Vini, rappresentate da Castello Monaci, Monogram Franciacorta e Tenute Rapitalà, senza dimenticare la presenza internazionale della Maison Jaffelin di Borgogna.
Una partecipazione che ha permesso ai visitatori di compiere un autentico viaggio nel mondo del rosato, confrontando vitigni, territori e stili produttivi differenti, dalla Sicilia occidentale a quella orientale, fino a prestigiose realtà del resto d’Italia e della Francia.
Il Gran Galà Rosé: un viaggio tra cucina e grandi vini
Il Gran Galà Rosé ha rappresentato il momento più esclusivo della manifestazione. Un percorso gastronomico costruito per dimostrare come il rosato sia un vino capace di accompagnare un intero menu.
La serata si è aperta con una ricca bouvette di benvenuto composta da cucchiaio di ricotta e ricci, arancinetto al nero con battuta di calamaro, frollino con gambero bianco di Sciacca e maionese, salmone marinato e tartare di tonno, accompagnati da Calamossa Rosé di Mandrarossa, Donna di Rose di Tenute Cuffaro, Gaudensius Rosé di Firriato e Per Mari di Casa Grazia.
Sono seguiti il tentacolo di polpo con spuma di burrata, la bresaola di spada e il cocktail di gambero rosso di Mazara, in abbinamento con l’Extra Brut Rosé di Cristo di Campobello, Terre della Baronia di Milazzo e Hanami di Cantine Fina.
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