Nodo Rosé conquista la Sicilia: migliaia di brindisi in riva al mare, il rosato è il vero protagonista dell’estate
REALMONTE – C’è un evento che, anno dopo anno, è riuscito a trasformare un vino spesso considerato “di passaggio” nel protagonista assoluto dell’estate siciliana. È Nodo Rosé, la manifestazione ideata da Fabio Speranza, Marco Gallo e il sommelier Luigi Gangarossa, che anche quest’anno ha fatto registrare un nuovo successo, confermandosi non solo in crescita sotto il profilo numerico, ma soprattutto per qualità dell’offerta e prestigio delle aziende coinvolte.
La quinta edizione, ospitata nella suggestiva cornice del Nodo Ammare di Lido Rossello, ai piedi della Scala dei Turchi, ha rappresentato la definitiva consacrazione di un format che oggi può essere considerato uno degli appuntamenti enogastronomici più interessanti della stagione estiva siciliana.
Il rosé, degustato con i piedi sulla sabbia, davanti al mare e al tramonto, ha trovato il suo habitat naturale. Una formula semplice solo in apparenza, ma costruita con attenzione ai dettagli: produttori che raccontano personalmente i propri vini, cucina di qualità, musica dal vivo e un paesaggio che non ha bisogno di presentazioni. Ingredienti che hanno reso l’esperienza molto più di una semplice degustazione.
La manifestazione si è sviluppata su due serate. La prima è stata dedicata al Gran Galà Rosé, una cena degustazione con cinque portate abbinate ai vini di dieci cantine siciliane, alla presenza di produttori, giornalisti, sommelier ed esperti del settore. Tra gli ospiti anche Renato Rovetta, riferimento nazionale del mondo dei vini rosati e ideatore della Guida al Bere Rosa.
Il giorno successivo, invece, la spiaggia del Nodo Ammare si è trasformata in un grande villaggio del gusto. Oltre venti cantine provenienti da tutta la Sicilia hanno presentato le proprie etichette, offrendo ai visitatori un viaggio tra territori, vitigni e interpretazioni differenti di un vino che negli ultimi anni sta vivendo una crescita straordinaria. Ad accompagnare le degustazioni, street food, intrattenimento musicale con Riccardo Gaz e momenti dedicati alla promozione del territorio.
Non è stato soltanto un evento dedicato al vino, ma una vera operazione di valorizzazione della Sicilia. Dalla Costa del Mito alla Scala dei Turchi, passando per le eccellenze gastronomiche e produttive dell’isola, Nodo Rosé continua a dimostrare come il turismo esperienziale possa nascere dall’incontro tra paesaggio, cultura del vino e accoglienza.
Nel corso della serata è stato inoltre consegnato un riconoscimento speciale a una delegazione dell’associazione Le Donne del Vino, realtà che da anni promuove la cultura enologica italiana con particolare attenzione al ruolo femminile nel settore.
Rispetto alle prime edizioni, la crescita appare evidente. Più aziende, più partecipazione, maggiore attenzione mediatica e un livello qualitativo sempre più elevato. Un percorso costruito con costanza dagli organizzatori, che hanno creduto sin dall’inizio nelle potenzialità del rosato siciliano, contribuendo a renderlo protagonista delle serate estive e a farlo conoscere a un pubblico sempre più vasto.
L’obiettivo dichiarato da Fabio Speranza, Marco Gallo e il sommelier Luigi Gangarossa era quello di fare di Nodo Rosé la manifestazione simbolo del vino rosato in Sicilia. Guardando la partecipazione registrata, l’entusiasmo del pubblico e il livello raggiunto dall’evento, quella che qualche anno fa sembrava una scommessa oggi appare una realtà consolidata.
Perché il successo di Nodo Rosé non si misura soltanto nel numero dei calici serviti o delle presenze registrate. Si misura soprattutto nella capacità di raccontare un’altra Sicilia: quella che investe sulla qualità, sulle produzioni vitivinicole, sull’identità dei territori e su un modo contemporaneo di vivere il vino, fatto di incontri, esperienze e condivisione. Un modello che continua a crescere e che, edizione dopo edizione, sembra avere ancora ampi margini di sviluppo.
Il Gran Galà Rosé: un viaggio tra i migliori rosati e una cucina d’autore
Prima della grande serata aperta al pubblico, Nodo Rosé ha proposto un Gran Galà Rosé che ha rappresentato il momento più esclusivo della manifestazione. Un percorso gastronomico studiato per raccontare la versatilità del vino rosato attraverso abbinamenti ricercati, con protagonisti alcune delle più importanti cantine siciliane.
Ad aprire la cena è stata una ricca bouvette di benvenuto con cucchiaio di ricotta e ricci, arancinetto al nero con battuta di calamaro, frollino con gambero bianco di Sciacca e maionese, salmone marinato e tartare di tonno. In accompagnamento i primi brindisi con Calamossa Rosé di Mandrarossa, Donna di Rose di Tenute Cuffaro, Gaudensius Rosé di Firriato e Per Mari di Casa Grazia.
Il menu è poi proseguito con un raffinato tentacolo di polpo con spuma di burrata, bresaola di spada e cocktail di gambero rosso di Mazara, accompagnati dall’Extra Brut Rosé di Cristo di Campobello, Terre della Baronia di Milazzo e Hanami di Cantine Fina.
La prima portata, un risotto con barbabietola, gambero gobbetto e fonduta, è stata abbinata al Rosé Planeta, mentre il trancio di tonno in pasta kataifi con crema di carota ha trovato il suo equilibrio con il Rosa di Nero di Cantine De Gregorio.
Gran finale con la sfoglia crema e fragoline, servita insieme al Crémant de Bourgogne Brut Rosé Savoir-Faire Maison Jaffelin, unica etichetta francese della serata, scelta per chiudere il percorso degustativo con un confronto internazionale.
Una cena che ha confermato come il rosato non sia più soltanto un vino estivo, ma un protagonista capace di accompagnare un intero menu, dagli antipasti al dessert, valorizzando la cucina di mare e le eccellenze del territorio siciliano.
A testimoniare la crescita della manifestazione sono anche i numeri. Il Gran Galà Rosé del 23 luglio ha visto protagoniste dieci cantine, selezionate per accompagnare il percorso gastronomico con altrettanti rosati scelti per valorizzare ogni portata. Il giorno successivo, la manifestazione si è aperta al grande pubblico con un vero e proprio villaggio del vino, arrivando a coinvolgere 28 cantine, di cui le dieci già presenti alla cena inaugurale affiancate da altre diciassette aziende provenienti da tutta la Sicilia e da alcune prestigiose realtà nazionali e internazionali.
Da Menfi a Marsala, da Sambuca di Sicilia a Campobello di Licata, passando per Naro, Gela, Trapani, Randazzo e Messina, fino alla Franciacorta, al Salento e alla Borgogna francese, Nodo Rosé ha riunito produttori molto diversi tra loro ma accomunati da una stessa filosofia: dimostrare come il vino rosato sia oggi uno dei segmenti più dinamici dell’enologia contemporanea.
Tra le aziende protagoniste figuravano Mandrarossa, Planeta, Donnafugata, Firriato, Tasca d’Almerita – Tenuta Regaleali, Cristo di Campobello, Casa Grazia, Cantine Fina, Baglio Oro, Milazzo, Serra Ferdinandea, Di Giovanna, Cellaro, Bonsignore Baglio e Vigne, Giovinco, Le Case Matte, Primaterra, Feudo Disisa, Caruso & Minini, Barone Montalto, Antichi Vinai, Bagliesi Vini Bio, insieme alle etichette del Gruppo Italiano Vini come Castello Monaci, Monogram Franciacorta e Tenute Rapitalà, oltre alla francese Maison Jaffelin.
È proprio questa capacità di mettere insieme grandi marchi, aziende storiche e realtà emergenti che rende Nodo Rosé un appuntamento sempre più autorevole nel panorama enologico siciliano. Non più soltanto una degustazione in riva al mare, ma una manifestazione che racconta l’evoluzione del vino rosato e, attraverso di esso, la ricchezza vitivinicola del territorio.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp






