Niente green pass per messe e processioni

La certificazione verde «non è richiesta per partecipare alle celebrazioni liturgiche, restando ferma comunque l’osservanza delle regole già vigenti (mascherine, distanziamento tra i banchi, comunione solo nella mano, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote). E non è richiesta neanche per le processioni, ribadendo però l'”obbligo d’indossare la mascherina e di mantenere una distanza interpersonale di 2 metri per coloro che cantano e 1,5 metri per tutti gli altri fedeli. Ciò, in modo particolare, per evitare assembramenti». E’ quanto contenuto nella lettera inviata ai vescovi e alle comunità cristiane, dalla Presidenza della Cei che ha condiviso una «scheda informativa» al fine di «informare e orientare la vita delle comunità nei prossimi mesi», sulla scorta dell’ultimo aggiornamento normativo riguardante il «Green Pass», introdotto col Decreto Legge del 23 luglio.

Secondo la Presidenza Cei, in ogni caso, «criteri di riferimento restano il buon senso e l’andamento della situazione epidemiologica nel luogo e nel momento in cui si svolge la processione». «Raccomandiamo, ove ricorrano condizioni di sicurezza, di non far mancare al nostro popolo questi gesti di preghiera, partecipazione e speranza perché la Chiesa sia presente in questo tempo così particolare», si legge nella lettera ai vescovi.

Sono esclusi dall’obbligo di possedere la certificazione verde i partecipanti ai centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione. Questo significa che non è necessario il «Green Pass» per le persone coinvolte nei centri estivi parrocchiali (oratori estivi, Cre, Grest, ecc.), anche se durante questi si consumano pasti.

La certificazione è necessaria per partecipare ai ricevimenti dopo le celebrazioni civili o religiose (feste di nozze o altre ricorrenze) e per accedere alle Rsa. Sono esenti dall’obbligo del «Green Pass» i minori di età inferiore ai 12 anni e i soggetti esenti sulla base di certificazione medica. Il controllo della certificazione, infine, spetta agli organizzatori dell’attività.