Morte Loredana. Politica dei tagli, vera responsabile

La vicenda della nostra giovane collega Loredana, uccisa dalla malaria, ha riportato Agrigento sulla cronaca nazionale, per un ennesimo caso che focalizza l’attenzione su presunti malfunzionamenti della sanità siciliana

Una storia triste e incredibile, esplosa nel peggiore dei modi e anche per l’assenza di un reparto malattie infettive. Certo. Ma, sulla quale oggi è più che mai è necessario riflettere, ed allargare l’orizzonte sulle valutazioni da fare.

Le 9 ore d’attesa al pronto soccorso, che i familiari denunciano, sono un’eternità. Un’eternità per chi attende un aiuto e minuti che invece passano troppo veloci, per quelle pochissime unità di personale medico e paramedico che dietro quella porta, corrono, trepidano e non si fermano un attimo, perché sanno che a loro, è affidata la vita di quella gente, che fiduciosa si assiepa in quell’interminabile turno.

La premessa ci serve per evidenziare e sostenere, la sacrosanta protesta che oggi è stata lanciata con una raccolta di firme sul sito change.org, che ha posto in essere una necessaria mobilitazione finalizzata alla creazione, ma sarebbe meglio parlare di concretizzazione di un reparto “ Malattie infettive” al San Giovanni di Dio di Agrigento.

Non a caso parliamo di concretizzazione dato che gli atti propedeutici, che hanno lo scopo di realizzarlo, sarebbero in parte già stati espletati da tempo e l’accaduto espliciterebbe dunque, una ennesima inefficienza delle macchine, burocratica e politica, che gestiscono la sanità siciliana.

E’ proprio questo l’orizzonte sul quale bisogna ampliare l’obiettivo. Il personale medico e paramedico, lavora eccome, con coscienza e responsabilità. Certo, puo’ capitare che accada l’imprevedibile, ma non è la regola, la regola sono turni estenuanti, vite salvate, responsabilità infinite.

Ecco che per questo bisogna allargare la protesta, non già con una ulteriore raccolta di firme, ma una ribellione di coscienze che chiedano diritti negati.

Chiedere che venga incrementato il personale in servizio nel nostro nosocomio, ma non solo, diventa fondamentale, perché se si giunge al Pronto soccorso, e bisogna attendere 9 ore, non ci saranno mai reparti o sofisticate e costose attrezzature che potranno salvarci.

E di tutto questo, non sono i sanitari i responsabili, anzi sono l’anello debole della catena, quello sul quale, una politica inefficiente ed inefficace, unica responsabile dello sfascio, sa di poter salvare la sua faccia. Qualsiasi cosa accada, sono i medici e gli infermieri in trincea,sono loro che finiranno sotto accusa. Partiti e deputati stanno per questo tranquilli, hanno, del resto, posizionato una burocrazia, che non rivendica i diritti dei cittadini, dunque possono pur proseguire nei mostruosi tagli alla sanità e nella vergognosa, contestuale salvaguarda vitalizi, poltrone e strapuntini. E Loredana a soli 44 anni, ci ha lasciato.