Moby Zazà una nave-galera davanti agli occhi di tutti

Al suo arrivo a Porto Empedocle sono scoppiate le solite polemiche all’italiana fra chi criticava il Governo per aver deciso di offrire una nave da crociare ai migranti in arrivo sulle nostre coste e chi, al contrario, plaudiva alla scelta perché “liberava” i centri di accoglienza di Lampedusa, Realmonte e Siculiana ed evitava il rischio di contagi alla popolazione.

Ma evidentemente non si tratta di una nave da crociera, come molti pensavano. Soprattutto non lo è per quanti, giunti dopo tanti viaggi per mare e per terra, speravano di avere finalmente raggiunto l’Europa.

Sono stati trasbordati a bordo della Moby Zazà e lasciati in rada, ovvero a poca distanza dal porto empedoclino e dalla costa agrigentino. Una beffa per molti di loro, che vedono Porto Empedocle e Agrigento ma non possono raggiungerla. E hanno dovuto anche sopportare il caldo dei giorni scorsi e l’improvvisa ondata di maltempo che ha agitato il mare e reso invivibile rimanere a bordo. Così una giovane donna si è sentita male ed è stato difficilissimo raggiungere la nave e trasbordare la donna.

Ma peggio ancora è andata a un giovane tunisino di 28 anni che non sopportando più la permanenza a bordo e ritenendo la terraferma vicinissima, ha pensato di gettarsi in mare per tentare di raggiungere a nuoto la riva. Ma non ha fatto i conti con le avverse condizioni marine ed è annegato. E con lui anche i suoi sogni di raggiungere la Sicilia. 

Il suo corpo è stato portato dalle correnti alla foce del fiume Naro dov’è stato recuperato questa mattiuna dalla motovedetta della Capitaneria di Porto. Ora ha finalmente raggiunto l’Europa. Ma non nel modo che sognava.