Micidiale deposito di armi in casa: domiciliari per infermiere di Favara

Per Amedeo Caruana (FOTO), infermiere 50enne di Favara, il Gip del Tribunale di Palermo, Fabrizio Molinari, ha disposto gli arresti domiciliari senza l’ausilio del braccialetto elettronico.

L’aver detenuto un micidiale arsenale in luoghi di sua pertinenza e l’essere indicato dai carabinieri che l’arsenale hanno scoperto come probabile armiere e  artigiano delle armi tale da poter confezionare cartucce e modificare le armi stesse, non è circostanza così grave da poter tenere ancora oltre (otto mesi sono già passati restando in gattabuia) l’infermiere favarese in cella.

Quindi, arresti domiciliari che per il giudice vanno concessi perché sono meno importanti le esigenze cautelari divenute sbiadite dal trascorrere del tempo e perché la stessa carcerazione fungerà da deterrente e Caruana non commetterà altri reati.

L’indagato, tra l’altro,  nel corso del suo interrogatorio è stato parecchio convincente e si è dichiarato pronto a sottoporsi alla risonanza magnetica funzionale “l’unico esame certo” in grado di stabilire se una persona menta o dica la verità analizzando la cortezza cervicale.

Amedeo Caruana mè un personaggio sui generis. Lo scorso 20 giugno i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, insieme ai militari della Tenenza di Favara, – dopo 12 ore di perquisizione – gli trovarono un vero e proprio arsenale 4 pistole, 3 mitragliette, 1 moschetto, 2 carabine, 1 bomba a mano, 1 granata. E ancora, 8000 cartucce, decine di silenziatori e caricatori e arnesi per la fabbricazione di armi. L’infermiere, comparso due giorni dopo il suo arresto davanti al Gip, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

E i carabinieri, poco più di un mese dopo, individuano in un’altra abitazione alle porte di Favara, ma nelle disponibilità dello stesso insospettabile infermiere, una mitraglietta modello AK 47 “Kalashnikov” ed fucile calibro 12; circa 40 cartucce calibro 7.62 perfettamente funzionanti