Michele Rizzo, dalla Sicilia alla Germania con l’amore per il vino . VIDEO

Una vita dedicata all’amore per il vino. Così Michele Rizzo, agrigentino trasferitosi in Germania ormai molto tempo fa, vive all’estero da 57 anni e lì ha fatto fortuna con questa sua grande passione. Partito per la Germania a 19 anni per studiare, si è laureato in Economia e Commercio e adesso lavora come consulente enologico per cantine italiane, dedicandosi alla cura di vigneti e alla promozione di vini. Alcuni di questi sono molto apprezzati anche al Vaticano e sono stati bevuti da diversi pontefici, come egli stesso ha affermato: “A Roma è presente una cooperativa, la Gotto D’Oro, della quale io, da oltre 40 anni, mi occupo personalmente, facendo attenzione alla qualità dei vini che sono poi molto apprezzati a Castel Gandolfo. Ad averli bevuti – continua Rizzo – è stato innanzitutto Papa Giovanni XXIII, poi Ratzinger e anche l’attuale Papa Francesco gusta questi vini ormai da un po’ di tempo.”

La particolarità di questi vini poggia proprio sul terreno di Castel Gandolfo, sede estiva dei papi, che come spiega Rizzo “possiede un microclima che genera l’uva da cui poi si ricava il miglior vino che si possa trovare in quella zona.”

Rizzo possiede diversi riconoscimenti, tra cui il grado di comandante ufficiale di un’organizzazione denominata la “Confrérie des Chevaliers du Tastevinche, che  si occupa di vini dal 1977. Questa organizza ogni sabato delle serate di Gala nella Borgogna con gente da ogni parte del mondo.

Per quanto riguarda la sua azienda, Michele dice: “La mia azienda fa sì che io possa commerciare con i vini di tutta Italia, anche se prima trattavo quasi solamente quelli francesi coi quali si lavorava molto di più. Li ho venduti per 13 anni e in seguito ho iniziato a lavorare con vini di vari luoghi, dall’Australia alla California alla Spagna. Poi, quando il vino italiano iniziò ad avere successo, mi sono dedicato soltanto a quello. Il vino siciliano, inoltre, è davvero tanto apprezzato. Qui abbiamo una cantina, di Carmelo Morgante, che produce i migliori Nero D’Avola. Il vino bianco che lui produce deriva dall’uva del Nero D’Avola che per legge non può essere denominato “Bianco Nero D’Avola”. E’ un vino che si beve molto volentieri.”

Tra i vini siciliani poi, Rizzo ha trattato – con grande successo – “i vini di Donna Fugata, di Marsala, anche in Germania, assieme alle cantine di Altobellice”.

Nonostante egli sia riuscito a far fortuna in Germania, e nonostante sua moglie sia tedesca, Michele si sente tedesco soltanto in parte. “Il mio sangue – dice – rimane italiano. Anzi, agrigentino. Torno qui un paio di volte all’anno, anche per diverse settimane, soprattutto d’estate e a settembre, quando c’è più tranquillità e calma, cosa che mia moglie apprezza.”

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