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Home » evidenza » Miccichè esulta sui bilanci, Di Rosa attacca: “Solo obblighi di legge”

Miccichè esulta sui bilanci, Di Rosa attacca: “Solo obblighi di legge”

4 Gennaio 2026
in evidenza, Politica
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Il via libera ai tre principali strumenti finanziari del Comune di Agrigento – Bilancio di previsione 2025/2027, Rendiconto di gestione 2024 e Bilancio consolidato 2024 – diventa terreno di confronto politico. Da un lato l’Amministrazione rivendica un risultato definito “storico”, dall’altro l’opposizione smonta la narrazione parlando di semplici adempimenti di legge arrivati in ritardo.

A rivendicare il traguardo sono il sindaco Francesco Miccichè e l’assessore comunale al Bilancio Patrizia Lisci, che sottolineano come l’allineamento dei tre strumenti contabili nello stesso anno non si fosse mai verificato nell’ultimo decennio. «È il frutto di un grande lavoro amministrativo – spiegano – che ha portato allo sblocco delle assunzioni, alla stabilizzazione del personale ex LSU, all’avvio delle progressioni verticali e allo svincolo dei trasferimenti statali».

L’Amministrazione rivendica anche risultati concreti sul fronte del personale e dei conti. Il 31 dicembre 2025 si è conclusa la procedura di assunzione, tramite concorso, di figure professionali strategiche per i servizi di assistenza sociale, destinate a supportare i cittadini più vulnerabili. A questo si aggiunge la stabilizzazione di due unità ex LSU e il passaggio a tempo pieno di 194 dipendenti comunali, prima a 28 ore e poi a 36 ore settimanali. Il rendiconto 2024, secondo Miccichè e Lisci, certifica un utilizzo corretto delle risorse e un saldo di cassa positivo pari a oltre 41 milioni di euro, che ha consentito all’ente di onorare i propri impegni senza ricorrere ad anticipazioni di tesoreria.

Particolare rilievo viene dato al lavoro di riaccertamento dei residui, con lo stralcio di circa 11 milioni di euro di crediti inesigibili e la conseguente riduzione del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Il rendiconto chiude con un avanzo di amministrazione superiore a 152 milioni di euro che, al netto delle quote vincolate e accantonate, porta a un disavanzo da riaccertamento straordinario di circa 24 milioni, in miglioramento rispetto all’anno precedente. L’ente, rimarcano sindaco e assessore, ha inoltre certificato di non essere strutturalmente deficitario.

Sul fronte della spesa corrente, l’Amministrazione evidenzia la tenuta degli equilibri finanziari e l’attivazione di numerosi progetti nel settore sociale, per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro, oltre agli investimenti legati a PNRR, riqualificazione urbana, centro storico ed edilizia scolastica. Nel settore turistico-culturale, risorse derivanti dall’imposta di soggiorno sono state destinate alla Fondazione Agrigento 2025 e alle iniziative del Mandorlo in Fiore, mentre sul fronte energetico viene rivendicata una riduzione dei costi per circa un milione di euro grazie al passaggio ai contratti Consip.

Di tutt’altro segno la lettura politica di Giuseppe Di Rosa, candidato sindaco ed editore di Sicilia Report, che per conto dell’associazione culturale “Nuovo Millennio” e del movimento civico “Mani Libere” parla di «toni trionfalistici fuori luogo». Secondo Di Rosa, l’approvazione congiunta dei bilanci a fine 2025 non rappresenta alcun successo, ma certifica ritardi accumulati nel tempo. «Il Bilancio di previsione doveva essere approvato entro il 31 dicembre 2024 e il Rendiconto entro il 30 aprile 2025 – ricorda –: si tratta di obblighi di legge, non di risultati politici».

Per l’esponente civico, raccontare come “storico” l’adempimento tardivo di doveri amministrativi è «un insulto all’intelligenza degli agrigentini», soprattutto mentre la città continua a fare i conti con carenze nei servizi essenziali, emergenze sociali irrisolte, degrado urbano, crisi idrica strutturale e una pressione fiscale che grava su famiglie e imprese. «Se i conti sono davvero così virtuosi – incalza – perché Agrigento vive ancora in una condizione di perenne emergenza?».

Due letture opposte, dunque, dello stesso passaggio amministrativo: per l’Amministrazione un punto di svolta che mette in ordine i conti e rafforza la macchina comunale, per l’opposizione un’operazione di propaganda di fine mandato. In mezzo, una città che attende di capire se l’allineamento dei numeri saprà tradursi, oltre i comunicati, in servizi migliori e risposte concrete nella vita quotidiana degli agrigentini.

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