Agrigento torna a interrogarsi sul valore del dialogo tra i popoli e sul ruolo della cultura nella costruzione della pace.
Mandorlo in Fiore 2026: ad Agrigento la conferenza “Scenari di Pace”, cultura e popoli protagonisti. Al Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo si è svolta la conferenza “Scenari di Pace: il ruolo dei Popoli e della Cultura”, promossa dal Distretto Turistico Valle dei Templi nell’ambito delle iniziative del Mandorlo in Fiore, la manifestazione internazionale che proseguirà in città fino al 15 marzo.
L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni civili, religiose e del corpo consolare per riflettere sul contributo che cooperazione internazionale, cultura e relazioni tra popoli possono offrire alla promozione della pace in uno scenario globale sempre più complesso.
Ad aprire i lavori è stato Fabrizio La Gaipa, amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi, che ha evidenziato come le guerre del XXI secolo siano diventate fenomeni interconnessi e multidimensionali, non più solo conflitti tra eserciti ma dinamiche che coinvolgono tecnologia, energia, economia, informazione e società.
In questo contesto, ha sottolineato La Gaipa, la pace nasce spesso dalla mobilitazione delle società e dalla forza della cultura, individuando tre elementi fondamentali: memoria, per sviluppare anticorpi morali contro la violenza; empatia, capace di riconoscere l’umanità nell’altro; e immaginazione politica, necessaria per costruire nuovi scenari di convivenza.
Nel suo intervento il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo ha richiamato l’attenzione sul delicato momento internazionale e sul ruolo che territori di confine come la provincia agrigentina – con Lampedusa, estremo lembo d’Italia nel Mediterraneo – sono chiamati a svolgere.
Il prefetto ha sottolineato la necessità di una partecipazione corale tra istituzioni e società civile, manifestando la disponibilità a promuovere un tavolo permanente per la pace ad Agrigento, aperto a tutti i soggetti che intendano contribuire alla diffusione dei valori di dialogo, amicizia e fratellanza tra i popoli.
Delegato dall’arcivescovo monsignor Alessandro Damiano, impegnato alla Conferenza Episcopale Siciliana, è intervenuto don Lillo Argento, membro del Consiglio presbiterale dell’Arcidiocesi di Agrigento. Nel suo intervento ha richiamato l’enciclica “Pacem in Terris” di Papa Giovanni XXIII, documento che negli anni Sessanta parlava agli uomini di buona volontà in un periodo di forte tensione internazionale.
Anche oggi – ha osservato – il mondo attraversa una fase complessa e il percorso di fratellanza tra i popoli nato dopo la Seconda guerra mondiale appare messo in discussione. In questo contesto Agrigento, città del Tempio della Concordia, può continuare a rappresentare un luogo simbolico di dialogo e armonia.
Il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, citando Papa Francesco e la sua espressione della “terza guerra mondiale a pezzi”, ha evidenziato come il Mandorlo in Fiore rappresenti una naturale estensione dei valori di Agrigento Capitale Italiana della Cultura, incarnando i principi di accoglienza, incontro e dialogo tra i popoli che caratterizzano la storia della città.
Sulla stessa linea anche l’intervento dell’assessore Carmelo Cantone, coordinatore della Festa del Mandorlo in Fiore, che ha richiamato il valore simbolico dell’accensione del Tripode dell’Amicizia, gesto che ogni anno rappresenta la vocazione di Agrigento come porta del Mediterraneo e luogo di incontro tra culture.
Le relazioni sono state affidate ai rappresentanti del Corpo Consolare della Sicilia occidentale e orientale: Antonio Di Fresco, console onorario della Corea del Sud, e Domenico Coco, console onorario dell’Azerbaijan per Sicilia e Calabria, portavoce di 56 consoli rappresentanti di altrettanti Stati. Entrambi hanno sottolineato l’importanza della conferenza “Scenari di Pace”, giunta alla sua terza edizione, come occasione di confronto internazionale sui temi del dialogo e della cooperazione tra popoli.
Particolarmente significativo l’intervento di Pietro Leto, presidente della Commissione della Pace del Rotary Sicilia-Malta e ambasciatore dell’Institute for Economics and Peace, che ha richiamato alcuni dati preoccupanti dello scenario globale: 57 conflitti attivi che coinvolgono 92 Paesi.
Secondo Leto la natura della guerra è profondamente cambiata, con l’uso crescente dei droni e con conflitti che colpiscono direttamente le popolazioni civili. Proprio per questo, ha ribadito, promuovere cultura e dialogo rimane uno degli strumenti più concreti per favorire percorsi di riconciliazione.
A concludere i lavori è stato Alessio Lattuca, presidente di Confimpresa Euromed, che ha richiamato i rischi e le tensioni dello scenario internazionale sottolineando l’importanza del dialogo, della cooperazione e della cultura come strumenti fondamentali per costruire percorsi di pace duraturi.
La conferenza si inserisce pienamente nello spirito del Mandorlo in Fiore, manifestazione che da decenni celebra ad Agrigento l’incontro tra culture diverse e la fratellanza tra i popoli, trasformando la città in un luogo simbolico di convivenza, amicizia e pace internazionale.
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