Mandorlo in Fiore , la festa non fa da traino e i “Beati Paoli” cantano da soli

73esima edizione della Sagra del Mandorlo in fiore, è tempo di bilanci.

 

La Festa porta poco alle strutture ricettive del capoluogo“. I titoli dei giornali non lasciano spazio ad interpretazioni. A meno di 48 ore dalla chiusura della 73esima edizione della Sagra del Mandorlo in fiore, è tempo di bilanci in città. 

Lo si evince dal sondaggio del Giornale di Sicilia. Ad essere intervistati albergatori e gestori di B&B.

La manifestazione non è stata adeguatamente pubblicizzata e le campagne di promozione andavano fatte in tempi utili. Triste ad esempio vedere “I Beati Paoli” (straordinaria band cara all’indimenticato Lucio Dalla, dedita alla musica pop etnica, che usa il dialetto e gli strumenti siciliani) esibirsi ieri sera in una piazza Cavour semideserta. Un palco che sembra una “Cattedrale nel deserto“, straordinari impianti e server “sprecati” per un bellissimo concerto ma per pochi intimi.

Pochissima gente ad assistere ad un concerto che sicuramente meritava una promozione diversa e non veniteci a dire che gli agrigentini non hanno risposto, perché questi spettacoli non vengono certo fatti per far divertire i locali, ma i soldi investiti dal parco dovrebbero servire per attrarre presenze da fuori.

La conferma della scarsa affluenza in città, della approssimativa programmazione e promozione, arriva dalle dichiarazioni degli albergatori, che sono esattamente come quelle degli ultimi 10anni.

La sagra – ha dichiarato al GDS Franca Arancio dell’Hotel Akrabello – incide ben poco come prenotazioni alberghiere. Inoltre noi ospitiamo alcuni gruppi folcloristici che prendono parte al Festival internazionale del folclore, ma a mio modesto parere l’aver spostato l’evento da febbraio a marzo ha snaturato il vero spirito della sagra del mandorlo. La data di febbraio  – aggiunge – era perfetta per due fattori : il primo, perché c’è il miracolo della fioritura dei mandorli ed il secondo , in quanto i mesi di gennaio e febbraio, per la nostra città sono periodi di magra, mentre con marzo inizia il turismo scolastico, arrivano gruppi tedeschi , gli olandesi, inizia per la città il risveglio turistico. A febbraio la sagra dava una forte boccata d’ossigeno alle strutture ricettive. Un ultimo appunto : l’aver spostato a marzo la sagra non ha consentito migliori condizioni metereologiche. È stata una settimana di piogge intense“.

Per Francesco Picarella, proprietario dell’hotel del Viale, struttura ricettiva del centro città : “La sagra riempie gli alberghi, almeno il mio, solo nel fine settimana, nelle notti di venerdì e sabato, con partenza domenica“.

Noi abbiamo registrato prenotazioni per la sola notte del sabato conclusivo della sagra“. Ha affermato Raimonda Mirabile, dell’Hotel Dioscuri di San Leone.

Piuttosto delusa dell’andamento la proprietaria dell’altro hotel presente nel cuore del centro storico agrigentino, il Concordia Hotel , di piazzetta San Francesco, a pochi metri dalla via Atenea: “Se la sagra influisce sulle presenze nei nostri alberghi? No! Come molti miei colleghi ho prenotazioni solo per la notte del sabato “.

Secondo quanto riporta il GDS, in un articolo di questa mattina, non va bene neanche ai B&B: le strutture prenotate, sui principali siti, non superano il 40 per cento del totale.

A dimostrazione della scarsa promozione da parte dell’Ente organizzatore, la nostra redazione continua a ricevere telefonate, messaggi ed email per richieste di info sul programma della manifestazione.

LE FOTO DEL CONCERTO DEI BEATI PAOLI