Makari 2 si gira ad Agrigento, ciak anche a Favara e Licata

Ormai è (quasi) tutto pronto per il primo ciak. In autunno, Agrigento e la Valle dei templi ospiteranno le riprese de “Il delitto di Kolymbetra”, uno degli episodi della seconda serie di “Makari”, prodotta dalla Palomar (quella del Commissario Montalbano) e da Rai Fiction, che dovrebbe andare in onda, il prossimo anno, su RaiUno. 

Dunque tra la millenaria Valle dei templi greci e il giardino della Kolymbetra, Peppe Piccionello e Saverio Lamanna con l’eterna fidanzata Suleima, (gli attori Domenico Centamore, Claudio Gioè ed Ester Pantano) saranno al lavoro per tre settimane per l’episodio con delitto che lo scrittore agrigentino Gaetano Savatteri ha immaginato proprio in questi luoghi, nel suo romanzo pubblicato da Sellerio nel 2018. Sostanzialmente il Piano di lavorazione della Palomar prevede riprese oltre che nell’area archeologica della Valle dei templi e alla Kolymbetra, anche presso l’”Hotel Villa Athena”, presso la “Cultural Farm” di Favara ed una location a Licata, in sostituzione, sembrerebbe, della borgata a mare di San Leone, troppo poco adatta a questa finzione televisiva. La Produzione è intenzionata a seguire il più possibile le ambientazioni descritte nel libro e a questo proposito è in fase di ultimazione anche l’adattamento televisivo del romanzo di Savatteri. La storia letteraria è nota ormai. Il famoso archeologo Demetrio Alù viene ucciso sotto un ulivo alla Kolymbetra. Un delitto inspiegabile, consumato tra mandorli, rovine archeologiche e ulivi saraceni, sotto lo sguardo indifferente del Tempio dei Dioscuri. La morte di Alù scuote la piccola comunità di studiosi, riunita al museo archeologico, per risolvere un interrogativo vecchio di secoli: dove scavare per trovare l’antico teatro sepolto e mai venuto alla luce. Così il giornalista Saverio Lamanna, disoccupato di successo, in trasferta dal suo buen retiro di Màkari, nel trapanese, a Girgenti per raccontare della possibile scoperta archeologica, si trova a dover dipanare la matassa intricata dell’omicidio. 

A giorni farà la sua apparizione ad Agrigento il regista Michele Soavi, che ha già firmato la prima serie, per gli ultimi sopralluoghi e per mettere a punto alcuni dettagli. Inizialmente si era ipotizzato di girare l’episodio agrigentino nel mese di Settembre ma alcuni problemi di natura tecnica ne hanno consigliato lo spostamento a fine ottobre. “Non oltre però” – hanno fatto sapere dalla Produzione – perché poi la luce cambia e possono venire meno alcune suggestioni legate proprio alla luminosità dei luoghi. Molto si è speso, per portare in porto questo progetto, il Distretto Turistico e la “Film Commision della Valle dei templi”, che stanno affiancando la Palomar nel difficile percorso burocratico amministrativo, affinché questo prodotto televisivo ( la prima serie è stata vista da 6 milioni 389 mila spettatori con il 26,5 per cento di share) sia girato ad Agrigento e possa rappresentare un importante veicolo promo-pubblicitario a livello nazionale per tutto il territorio. Adesso si attende l’ultimo atto burocratico che dovrebbe avvenire entro il 31 luglio; la firma dei componenti la giunta comunale, sulla Delibera che prevede l’approvazione di un contributo di 50 mila euro per la Palomar, accantonati in dodicesimi dal “tesoretto” costituito dai fondi derivanti dalla tassa di soggiorno. Somma comunque che verrà reinvestita totalmente dalla Produzione nel territorio agrigentino per far fronte ai costi derivanti dalla permanenza di circa cinquanta persone della troupe, tra attori, tecnici e personale di ripresa, che soggiorneranno da noi per tre settimane, pernottando in strutture ricettive e utilizzando catering locali per il consumo dei pasti. La consulta comunale del turismo, riunitasi di recente, ha già dato il proprio parere favorevole e anche l’Amministrazione comunale avrebbe espresso verbalmente il proprio gradimento all’operazione. Per quanto riguarda l’Ente Parco pare che anche qui sia stato raggiunto un accordo con la Palomar al fine di ospitare le riprese. Il Parco si impegnerebbe, secondo quanto richiesto dalla Produzione, a chiudere alle visite turistiche almeno un’area ben circostanziata della valle dei templi per tutto il periodo della lavorazione. 

Episodio della Kolymbetra a parte, la Palomar sarebbe intenzionata anche ad utilizzare per gli altri episodi previsti nella seconda serie di “Màkari” e facenti capo alla Film Commission trapanese, alcune location nel vecchio centro di Agrigento come ad esempio il sito della biblioteca Lucchesiana o altri palazzi storici. Insomma, vedremo riprese fatte nel trapanese con l’aggiunta di location agrigentine. Come scrive Savatteri ad un certo punto del “Delitto di Kolymbetra”: “a me l’arte contemporanea piace perché è come la vita. Non si capisce niente!”

LORENZO ROSSO