Mafia, inchiesta “Kerkent”, sostituita misura a figlio di boss. Va a i domiciliari

Il Tribunale di Agrigento (presidente Alfonso Malato, a latere Alfonso Pinto e Giuseppa Zampino), in accoglimento della richiesta avanzata dall’avvocato Salvatore Pennica, ha sostituito la misura cautelare carceraria, con gli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, a carico di Gerlando Massimino, trentunenne, figlio del capomafia di Agrigento e Villaseta, Antonio Massimino, entrambi raggiunti dall’ordinanza del Gip di Palermo Walter Turturici, nell’ambito dell’inchiesta “Kerkent”, condotta dal personale della Dia di Agrigento, che ha portato all’emissione di 34 provvedimenti cautelari, richiesti dai magistrati della Dda palermitana.

Il ruolo fiduciario che Antonio Massimino, avrebbe riservato al proprio figlio Gerlando, all’interno del clan, sarebbe stato riscontrato dalla Dia. “Ha avuto compiti logistici e di raccordo, finalizzati alla veicolazione dei messaggi, funzionali alla compravendita di sostanze stupefacenti. Ha partecipato attivamente al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e al recupero dei crediti”