Mafia, ex sindaco intercettato in carcere. Ha chiesto a un parente di rintracciare politico

Il sostituto procuratore della Dda di Palermo Alessia Sinatra, ha annunciato il deposito di otto nuove conversazioni, intercettate all’interno del carcere “Pagliarelli” di Palermo tra l’ex sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella e alcuni suoi familiari.
In una di queste l’ex primo cittadino avrebbe chiesto al fratello di rintracciare il numero di Marinello “che in qualche modo potrebbe arrivare a lui”, aggiungendo la data dell’udienza al Riesame, del 16 marzo.

Di Marinello, ex parlamentari, la provincia di Agrigento ne conta più di uno. Sabella deve rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa. Il processo, scaturito dall’operazione antimafia “Montagna”, è in corso di svolgimento col rito ordinario davanti i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento.
Nell’ultima udienza sono stati sentiti un imprenditore, e Rosalba Di Piazza, costituita parte civile, avversaria di Sabella nell’ultima tornata elettorale, in cui fu eletto proprio quest’ultimo.

Sabella – secondo l’accusa – sarebbe stato eletto anche con i voti della mafia, stringendo accordi con due esponenti della locale famiglia mafiosa, e per avere esercitato  pressioni nei confronti delle imprese esecutrici dei lavori appaltati dal Comune e, in occasione della “Festa degli Archi di Pane”.

Sul banco degli imputati sei soggetti, oltre a Santo Sabella, ci sono Domenico Lombardo, 25 anni, di Favara, Calogero Principato, 26 anni, di Agrigento, Salvatore Montalbano, 25 anni, di Favara, Giuseppe Scavetto, 49 anni, di Casteltermini, e Antonio Scorsone, 53 anni di Favara. Si torna in aula il 19 dicembre.