Mafia, chiesta produzione sentenza con le dichiarazioni di pentito

Il Procuratore generale, nel corso della prima udienza del processo d’appello “Vultur”, ha chiesto di produrre il dispositivo della sentenza di primo grado, del processo “Montagna”, con le dichiarazioni del pentito favarese Giuseppe Quaranta che, secondo lo stesso, acclarerebbe la attendibilità del collaboratore.
I difensori degli imputati, invece, chiedono l’escussione di tre imprenditori, che sarebbero state vittime di estorsione.

In primo grado il collegio di giudici del Tribunale di Agrigento (presieduto da Luisa Turco) ha inflitto la condanna di 17 anni e 6 mesi a Rosario Meli, “U puparu”, considerato il capo della famiglia mafiosa di Camastra; 14 anni e 6 mesi per il figlio Vincenzo Meli; 13 anni e 6 mesi al tabaccaio del paese Calogero Piombo; 22 anni in continuazione con altre sentenze a Calogero Lillo Di Caro, esponente di rilievo della mafia di Canicattì.

I giudici della Corte di Appello di Palermo scioglieranno la riserva nell’udienza fissata per il 5 dicembre prossimo. Il collegio della difesa è composto tra gli altri dagli avvocati Angela Porcello, Santo Lucia, Raffaele Bonsignore, Giuseppe Barba, Antonino Reina e Calogero Fiorello. Le accuse a vario titolo sono di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamenti a mezzo incendio, detenzione illegale di armi comuni da sparo e da guerra.