Mafia, ancora Quaranta: “A Favara non chiedevamo il pizzo”

Parla Giuseppe Quaranta, il nuovo collaboratore di giustizia che promette di svelare tanti misteri e fatti criminali degli ultimi anni in provincia di Agrigento. Giuseppe Quaranta non sembrava un personaggio di spicco della mafia favarese. Anzi, al contrario, sembrava defilato. Poi, la conoscenza con Pasquale Alaimo, mafioso più volte arrestato e condannato, fedelissimo di Maurizio Di Gati, capo della mafia agrigentina per lungo tempo, spodestato da Giuseppe Falsone, al quale Quaranta aveva fornito assistenza durante la latitanza. Dunque, certamente, non è l’ultimo degli ultimi il nuovo pentito.

Dicevamo parla, e parla anche di estorsioni. Secondo quanto emergerebbe dalle dichiarazioni a Favara il “pizzo” non sarebbe chiesto “per quanto riguarda il centro abitato di Favara non vi è la consuetudine di chiedere il pizzo alle attività commerciali presenti nel paese stesso mentre per quanto riguarda le imprese che vengono da fuori….”