Il procuratore generale, Carlo Marzella, davanti alla corte di assise di Appello di Palermo, ha chiesto la conferma della condanna a 16 anni e 8 mesi di reclusione, nei confronti di Stefano Nobile, favarese di 60 anni, accusato dell’omicidio del 69enne rivenditore di auto Francesco Simone, ucciso con cinque colpi di pistola la mattina del 7 dicembre del 2023 in contrada “Poggio Muto”.
La sentenza in primo grado era stata emessa dal gup del tribunale di Agrigento, Giuseppa Zampino, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato. Nobile, che dopo la sentenza di primo grado ha ottenuto gli arresti domiciliari, è accusato di omicidio premeditato, detenzione illegale di armi e ricettazione di una pistola. L’udienza si è chiusa con il rinvio al 9 aprile, quando prenderà la parola l’avvocato Angelo Piranio, che rappresenta i familiari della vittima costituiti parte civile.
La svolta dell’inchiesta è arrivata a conclusione dell’attività investigativa dei carabinieri di Agrigento e Favara. Le indagini si sono concentrate fin da subito a dinamiche originate da banali e futili motivi, che avrebbero scatenato la furia omicida dell’assassino. Quella mattina Simone era stato colto di sorpresa dal killer. E’ stato raggiunto da 5 colpi di arma da fuoco a canna corta, quello mortale in faccia. Il delitto sarebbe maturato per dissidi tra vicini di terreno e, in particolare, per un cancello ed una stradina di passaggio.
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