L’istituto Agrigento Centro a lezione di legalità con Andrea Franzoso: “Il bullo è prigioniero di se stesso”

Lo scrittore Andrea Franzoso incontra gli studenti della scuola Pirandello, istituto comprensivo Agrigento centro, per dialogare con loro sul suo ultimo libro: “Ero un bullo. La vera storia di Daniel Zaccaro”, Edizioni De Agostini. Un incontro che è riuscito a coinvolgere e appassionare la folta platea di alunni. Nel volume “Ero un bullo”, l’autore racconta la storia vera di Daniel un “bullo” di Quarto Oggiaro, periferia di Milano.  Alle medie Daniel, che sognava di fare il calciatore, era un bullo temuto da tutti, carico di rabbia e aggressività. Sentiva che l’unico modo per guadagnarsi il rispetto era incutere paura e non temere niente, neanche di fare un colpo in banca. E le rapine arriva a farle per davvero, finché finisce al Beccaria, il carcere minorile. È considerato un ragazzo perduto, irrecuperabile. A segnare la svolta, l’incontro con don Claudio, il cappellano del carcere. Daniel viene affidato alla sua comunità, che accoglie i “ragazzi difficili”, e lentamente impara a guardare le cose da una nuova prospettiva. Andrea Franzoso ha raccontato il suo riscatto. Ora Daniel fa l’educatore e aiuta i ragazzi come lui ad uscire dal tunnel. “E’ un libro che fa riflettere sul bullismo- dice il dirigente dell’istituto Agrigento centro, Rosellina Greco-. Propone tanti spunti anche sull’educazione, l’ascolto, la credibilità degli adulti perché i ragazzi hanno bisogno di esempi positivi da seguire come don Claudio.” È una storia che meritava di essere raccontata quella di Daniel “perché potente- dice l’autore, Franzoso– di riscatto, di rinascita. In questo libro i ragazzi si ritrovano”. E all’incontro c’era il protagonista del libro: “Mi ha cambiato la vita- dice Daniel- la fiducia in me stesso e verso gli altri. Essere bullo significa solo essere prigionieri di se stessi, della propria immagine, di emozioni che non riesci ad esprimere, schiavi di storie familiari.”