L’ingegnere Morandi: “Quanto durerà il ponte? Non so”

Rosario D’Ottavio, all’epoca topografo dell’ingegnere Morandi, racconta questo aneddoto risalente agli anni ’70, periodo durante il quale l’ingegnere stava presiedendo un sopralluogo alla struttura del ponte Akragas. “Non so quanto durerà il ponte, ogni struttura ha la sua vita di funzione. Bisogna saperlo manutenere“.

Ancora oggi il topografo ricorda che Morandi “progettava strutture avveniristiche puntando su bellezza e spettacolarità, non sulla durata”, soprattutto in merito all’uso del calcestruzzo egli affermava che “non ha una vita infinita, è come un essere umano che cresce e invecchia (…) va pertanto aiutato con interventi di recupero“. Ed il problema è proprio questo: al “nostro” viadotto Morandi non sono stati destinati, in questi ultimi anni, interventi di recupero. Quale soluzione adottare allora? “Servono valutazioni e interventi di recupero o soluzioni alternative, magari utilizzando materiali moderni. (…) Ma nel caso di Agrigento, a differenza di Genova, il ponte ha una struttura perfetta ed è costruito a regola d’arte”. L’Anas ha  infatti previsto un finanziamento di circa 30 milioni di euro per interventi di consolidamento che «permetterebbero la riapertura del viadotto a pieno regime». La gara d’appalto è prevista in autunno e la fine dei lavori nel 2021. Ma Anas sta valutando, insieme al Comune, anche altre soluzioni come la demolizione e la realizzazione di una viabilità alternativa «ma sarebbe una scelta strettamente paesaggistica» tiene a precisare la società. Quindi una decisione che, eventualmente, non sarebbe legata a un ipotetico rischio crollo.