No all’arresto per il deputato regionale Carmelo Pace, per l’imprenditore di Favara Alessandro Vetro e per il direttore del Consorzio di Bonifica Giovanni Tomasino. Il tribunale del Riesame di Palermo, presieduto dal giudice Simona Di Maida, ha rigettato il ricorso della procura di Palermo che aveva chiesto l’applicazione della misura cautelare nei confronti dei tre indagati per un presunto caso di corruzione legato agli appalti del Consorzio di Bonifica. L’inchiesta è quella su un presunto giro di concorsi pubblici che sarebbero stati “truccati” e nomine dei manager nella sanità siciliana.
Il Riesame, accogliendo le tesi difensive, ha rigettato anche l’appello della Procura contro l’ordinanza del Gip che aveva respinto la richiesta degli arresti domiciliari per una delle accuse di corruzione contestate all’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, che resta comunque agli arresti domiciliari per l’accusa relativa al concorso che sarebbe stato truccato all’ospedale Villa Sofia di Palermo. Lo stesso Tribunale ha rigettato la richiesta di sequestro preventivo di 25.000 euro e la riqualificazione della presunta corruzione nell’ambito di un appalto assegnato dall’Asp di Siracusa in corruzione e dichiarato inammissibile l’appello per l’associazione a delinquere.
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