Lettera aperta a Dolce&Gabbana.

Gentili stilisti Dolce e Gabbana, la mia ammirazione per voi è piena, il vostro stile, l’interpretazione a tinte nette e accese della vita attraverso la vostra arte e le vostre creazioni, sono alta espressione artistica.
Cresce la mia stima per voi, stilisti dal cuore aperto, quando, ammirando la stradina di Polizzi Generosa dove sorge una vostra casa, un simpatico barbiere locale vostro dirimpettaio ci racconta di voi, dell’amore per la Sicilia, terramaraedduci, e dell’opportunità offerta alle sarte polizzane di lavorare per il vostro brand.
Grazie per aver scelto la mia Agrigento, per il vostro incantevole sogno dorico. Grazie per aver saputo osservare con gli occhi del cuore e riconoscere la sua bellezza, ammantata di storia sempre attuale ed emotivamente straripante di sentimento.
La Valle degli Dei, incantevole da sempre e per sempre, che l’umano passare nei secoli ha talora adombrato.
Non per assenza di luce ma per assenza d’amore. Giungere alla meta, ammirare la città e quel dorato splendore della Concordia che muta s’affaccia sullo spumeggiante mare africano è ardua impresa, quasi quanto viverci. Bellissimo ed arduo.
Eppure li’, da sempre e per sempre si lascia ammirare, quell’immenso fasto che narra di storia senza tempo,intriso di cultura, religiosità e mistero. Rendendo Agrigento preziosa tra le perle, bella tra le belle.
Bellezza è luci ed ombre. Solitudine a volte. Una venere che si specchia in limpide acque senza riconoscere le sue meravigliose sembianze. Piano piano smette di farlo.
Dall’amore, solo dall’amore sgorga il rispetto.
Di ciò che ci appartiene. Senso acuto d’appartenenza genera rispetto e da esso nasce l’operosita’.
Un dono, che il mondo attraverso i vostri occhi s’accorga d’una valle incantata li’ da sempre e per sempre.
Si sa, solo dalla semina cresce rigoglioso il raccolto.
Fare e fare bene, per il bene comune. Non per vanto ma per amore.
Desiderio di meravigliarsi ancora per le opere buone. Quelle vere, quelle utili, quelle che siano marmorei gradini di risalita.
Che’ i figli di questa meravigliosa terra non debbano malinconicamente lasciare dietro di se’ la propria storia ma viverci e crearla con il sole della patria amata in faccia, non solo in un cuore lontano. Perché viaggiare è vita, è allargare mente e cuore, abbracciare esperienza, e poi appagati fare ritorno a casa, come rondini al nido dopo lungo volo.
Eva Di Betta