Le tv e radio locali in protesta a Roma

Ci saranno anche rappresentanze delle emittenti tv agrigentine a Roma il prossimo 10 giugno. Agrigento Tv, TVA, tele studio 98, teleradio Sciacca, parteciperanno alla manifestazione “mani pulite sulla comunicazione”  organizzata dalla Rea,  Radiotelevisioni Europee Associate: dalle 9.00 alle 13.00 in viale America, davanti la sede del Ministero dello Sviluppo Economico. Il titolo della manifestazione non ha bisogno di commenti , parla da solo.

Le tv e radio locali sono una risorsa e dovrebbero essere salvaguardate anzichè cancellate. Sono imprese che hanno conquistato con grandi sacrifici le posizioni di mercato grazie ad investimenti e un ruolo insostituibile nel mondo dell’informazione. Azzerare questo patrimonio è un colpo letale che rischia di provocare migliaia di disoccupati in un colpo solo.

“Si invoca “Mani Pulite sulla comunicazione” a sostegno del ricorso pendente dinanzi al Consiglio di Stato – dice la Rea- contro il Regolamento del Ministero dello Sviluppo Economico che ha ripartito 50 milioni di euro che discrimina 1200 piccole radio tv locali dal contributo a sostegno della crisi pandemica covid 19 favorendo le prime cento emittenti tv in graduatoria mentre le rimanenti sono costrette a licenziamenti in massa di lavoratori e giornalisti.” Ma i guai per le piccole e tv locali sono destinati a moltiplicarsi con la pubblicazione delle linee guida della Direzione Generale Mise comunicazione sulla assegnazione della capacità trasmissiva e la pianificazione Agcom sulla numerazione dei canali sul telecomando.Secondo Antonio Diomede, Presidente REA – Radiotelevisioni Europee Associate, aderente a Federlavoro, “entro giugno 2022 verrà completato il processo di conversione del digitale terrestre a tecnologia DVB-T2, ma molte delle realtà da noi rappresentate, già fiaccate dal Covid, non avranno dal Ministero frequenze e canali per operare una migrazione definitiva alla nuova tecnologia digitale. Per i superstiti caleranno gli ascolti (linfa vitale per le emittenti) perché si valuta che circa 45 milioni di televisori non saranno abilitati al nuovo standard T2 e, nonostante il pannicello caldo del bonus per i decoder stanziato dal Governo, qualche milione di famiglie non avrà le risorse per acquistare un nuovo televisore o si limiterà a cambiare un apparecchio sui 2/3 presenti in casa. Questo inciderà nuovamente sul destino del nostro comparto”.