Le spiagge di San Leone perlustrate dai carabinieri. Cercavano altra droga?

I carabinieri sono tornati a perlustrare la spiaggia di San Leone.  Bocche cucite da parte degli investigatori sulla loro presenza sull’arenile. L’ipotesi privilegiata è un’eventuale e ulteriore presenza, lungo il litorale Agrigentino, di altre confezioni di hashish. Complessivamente sono 4 i ritrovamenti di droga su tutta la fascia costiera agrigentina tra San Leone, Porto Empedocle e Realmonte (3 da parte dei poliziotti delle Volanti di Agrigento e uno dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile). Sette in tutto se sommati agli altri tre recuperi di stupefacenti nel mare del trapanesi e del messinese. L’inchiesta sui ritrovamenti di hashish, è coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, con in testa il procuratore capo Luigi Patronaggio, e il procuratore aggiunto Salvatore Vella. Oramai è quasi certa la pista del natante, che trasportava un ingente quantitativo di hashish.

Un’imbarcazione che sarebbe affondata, perdendo il carico, e che avrebbe provocato la morte di almeno tre, o quattro, persone. Tre i cadaveri di sub ritrovati tra Cefalù, Castel di Tusa e Messina. In questo caso non vi sono certezze. Forse i tre soggetti sono morti nel tentativo di mettersi in salvo. Oppure sarebbero stati utilizzati per recuperare i pacchi di droga. E un quarto corpo potrebbe essere legato ai ritrovamenti. Si tratta del cadavere, in avanzato stato di decomposizione, ripescato lo scorso 14 dicembre nel molo dell’Arsenale militare di Messina. Ancora oggi senza un nome e da nessuno reclamato. Un uomo bianco, dalle caratteristiche somatiche caucasiche, dall’età apparente di circa 60/70 anni, capelli radi, corti e brizzolati, privo di denti. L’uomo è stato ritrovato completamente nudo ad eccezione di un paio di calzini di colore scuro e nella parte inferiore della gamba destra, sul lato esterno, un tatuaggio, raffigurante una mitraglietta.