Le passioni di Fabio Speranza, dal calcio all’enogastronomia: “Il mio sogno? Vedere la Scala dei Turchi sommersa dai turisti”

“Vedere tutto ciò che ruota intorno alla Scala dei Turchi, Realmonte e Lido Rossello, sommerso di turisti”.

Parliamo del sogno di Fabio Speranza che dopo il successo del ristorante “Nodo”, che sorge nel centro storico di Realmonte, ha inaugurato, a Lido Rossello, Nodo Ammare.
Il Beach club è un connubio di tradizione e modernità, dove le eccellenze enogastronomiche siciliane si ritrovano per dare vita al progetto di hospitality e di entertainment di Fabio, promotore finanziario ed allenatore di calcio, e di sua moglie Serena Balistreri: “Con mia moglie – racconta – abbiamo aperto questa struttura perché abbiamo in comune la passione per l’enogastronomia ed il turismo e crediamo molto nella valorizzazione del nostro territorio”.


Abbiamo incontrato Fabio a Nodo Ammare, in occasione della della serata evento “Nodo Rosè”.
In questa intervista il food manager parla di promozione del turismo e spiega il motivo che lo ha spinto, insieme alla moglie Serena, “pilastro” di tutte le sue scelte, ad investire nel territorio:


Fabio, partirei dalle origini, quando nasce il ristorante “Nodo”?
“Nodo nasce 11 gennaio del 2019, giorno in cui ho alzato per la prima volta la saracinesca del ristorante. Abbiamo affrontato positivamente il 2019, poi la pandemia ha scosso il settore ristorativo. Nodo Ammare è stato una scommessa che ho fatto con mia moglie. Credo molto sull’attrattiva della Scala dei Turchi e questo versante, che si affaccia sulla marna bianca più famosa d’Italia, ancora poco conosciuto a livello turistico, ha grandi potenzialità di crescita”.
Ti riferisci a Lido Rossello?
“Si! È un parco naturale straordinario, dal Faro a Rocca Gucciardo, passando dalle varie calette che hanno qualcosa di magico, Lido Rossello è davvero un luogo incantevole”.
Da queste potenzialità, la scelta di investire sull’hospitality?
“Con mia moglie abbiamo voluto creare questa struttura turistico ricettiva che si presta ad uno sviluppo importante. Investiamo molto sulla promozione della materia prima locale, sia per i prodotti presidio slow food, sia per i vini. Nella nostra cantina abbiamo un’ottima selezione di vini”.

Qual è il vostro obiettivo?
“Generare benessere! Noi siamo anche uno stabilimento balneare e i nostri ospiti hanno la possibilità di avere il servizio direttamente in spiaggia. Abbiamo uno staff che si occupa di offrire servizi ai bagnanti. La nostra politica gira intorno al servizio abbinato alla ristorazione. Io ho sempre sostenuto che ciò che rimane impresso in un essere umano sono, soprattutto, le percezioni dei nostri organi sensoriali. Occhi, naso, orecchie e bocca. I profumi, i sapori, il paesaggio, il rumore dell’acqua che si infrange sugli scogli, sono sensazioni che rimangono per sempre”.

Come sta andando la stagione?
“La stagione sta andando bene. Mi aspettavo onestamente un maggiore flusso di turisti. Però stiamo riscontrando ottimi risultati dal turismo di prossimità. Spero che in questi giorni ci sia l’atteso boom”.

Il piatto forte di Nodo Ammare?
“Il nostro piatto per eccellenza è la pasta con i ricci. È il piatto che identifica il nostro chef Alberto Prestia. È il suo fiore all’occhiello! Dalla scelta della materia prima, alla preparazione del piatto, Alberto riesce ad esprime il meglio. Inoltre, consiglio gli scampi, i gamberi, il gambero rosso. Lavoriamo molto anche con il crudo”.
Per gli amanti dell’apertivo?
“Abbiamo tutto quello che oggi il mercato chiede. Una ventina di soluzioni di Gin per i vari Gin Tonic, ai vari tipi di Spritz che serviamo accompagnati da prodotti tipici locali. Puntiamo molto sull’aperitivo, abbinato all’ottima selezione musicale”.
L’età media dei vostri clienti?
“Abbraccia una rosa che va dai 30 ai 50 anni. Noi sposiamo molto quello che il concetto delle famiglie giovani”.

Qual è il sogno di Fabio Speranza?
“Il mio sogno è vedere crescere Nodo Ammare. Abbiamo in progetto di offrire in futuro anche l’ospitalità alberghiera. Infine, mi piacerebbe vedere la Scala dei Turchi sommersa dai turisti. Noi abbiamo un patrimonio storico, culturale e paesaggistico di valore inestimabile e, personalmente, intravedo un margine di crescita turistica dell’ 80 per cento. Abbiamo attraversato un momento di crisi, ma, come la storia ci insegna, dopo la crisi c’è sempre la ripresa e noi dobbiamo essere i propulsori di questa ripresa e del turismo che ruota intorno a Realmonte ed alla Scala dei Turchi”.

Luigi Mula