L’avvocato Pennica denuncia: “Carcere inefficiente, incide sulla vita del detenuto”

L’avvocato agrigentino Salvatore Pennica ha scritto al Ministro di Grazia e Giustizia per denunciare lo stato di inefficienza della Casa circondariale “Pagliarelli”, di Palermo, con l’invito ad occuparsi della questione.
“Ritengo doveroso segnalare alla Procura della Repubblica in sede al Gip e al direttore della Casa circondariale lo stato di inefficienza che incide sulla vita del detenuto, sulla funzione del difensore e sul sistema del carcere Pagliarelli di Palermo – scrive il legale -. Dal 2 febbraio 2021 un cittadino… Omissis… è fermato e custodito presso la Casa circondariale, ove è stato isolato per Covid-19, fino al 12.2.2021. Da quel giorno ad oggi, giorno 20 febbraio 2021, il difensore qui sottoscritto ha richiesto di fare visitare il detenuto in carcere, dal sanitario di fiducia, ottenendo la autorizzazione dal Gip del Tribunale di Agrigento,  ed ha richiesto di effettuare il colloquio, il primo dal momento dell’arresto, tra detenuto difensore”.
“Ad oggi – continua l’avv. Pennica -, nessun riscontro alle pec, e la continua presa per i fondelli nei confronti dell’avvocato, qui sottoscritto, con continue richieste di telefonare al centralino per parlare sul punto della pec quasi non esistesse una risposta formale stesso tramite, con continui passaggi agli uffici sbagliati, non competenti, per sentirsi obiettare che il passante dal centralino è l’ufficio non competente e alla lamentale la risposta irresponsabile dell’operatore: ‘noi stiamo lavorando’. Mentre l’avvocato perde il proprio tempo e l’agente di custodia lavora, per il siffatto contesto denuncio la lesione piena del diritto alla salute del detenuto, che non può patire per inefficienza organizzativa la Non tutela della salute e la lesione piena del diritto di difesa considerato che in uno Stato di diritto, pur in condizioni di emergenza, non può negarsi il colloquio detenuto difensore a distanza di 18 giorni dalla privazione di libertà avvenuta con fermo di indiziato di delitto”.
“La presente – conclude Pennica -, vale quale formale denuncia di uno stato non accettabile per la tutela delle garanzie di libertà del cittadino custodito. Il sottoscritto declina ogni responsabilità nei confronti dei terzi sia per la salute del detenuto sia per il rapporto con l’assistito ed eccepisce la lesione del diritto di difesa”.