I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento hanno eseguito il sequestro preventivo della “Andiva Srl” nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto da 3,2 milioni di euro per il rifacimento della strada della Mosella. «Gli indagati hanno alterato la procedura di affidamento dei lavori mediante una presunta preventiva collusione, concretizzatasi nella presentazione di offerte da parte di società a loro riconducibili, così da compromettere la libera concorrenza e influenzare il regolare esito della gara».
L’appalto da 3,2 milioni di euro per il rifacimento della strada della Mosella è stato “truccato”. Il gip del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli ha nominato un amministratore giudiziario che dovrà occuparsi della gestione della società che si è aggiudicata i lavori per la manutenzione straordinaria dell’arteria che collega la statale 640 alla statale 115. Il provvedimento riguarda anche tutti i beni mobili e immobili, i rapporti bancari e contrattuali e le quote societarie dei soci. Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo e dal sostituto Annalisa Failla, circa due mesi fa erano finiti agli arresti domiciliari gli imprenditori favaresi Antonino Milioti, 46 anni, e Dino Caramazza, 45 anni.
Una misura interdittiva era stata invece applicata all’ingegnere Salvatore Castaldo, 51 anni, direttore dei lavori dell’appalto. L’appalto della Mosella è stato aggiudicato dalla “Andiva Srl”, una società che per i magistrati agrigentini sarebbe stata costituita ad hoc dagli imprenditori favaresi e intestata a due “teste di legno”. La “Andiva” ha partecipato alla gara d’appalto insieme ad altre due imprese, una di Caramazza e l’altra di Milioti, aggiudicandosi i lavori lo scorso 16 febbraio.
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