Lancio di materiale pericoloso in occasione di una manifestazione sportiva. È questa l’accusa contestata ad un quarantenne tifoso dell’Akragas indagato per aver gettato un petardo caratterizzato da una rilevante capacità detonante tale da creare un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica nonché per l’incolumità degli spettatori e del personale impiegato nel servizio di ordine pubblico.
La vicenda risale allo scorso 9 maggio in occasione della partita di calcio tra Akragas e Gymnica Scordia, valida per l campionato di Promozione, svoltosi allo stadio “Totò Russo” di Aragona. L’uomo è stato sottoposto a interrogatorio, l’altra mattina, negli uffici della Digos alla Questura di Agrigento, su delega del procuratore Giovanni Di Leo. Difeso dall’avvocato Monica Malogioglio ha cercato di chiarire la sua posizione.
L’esame, con tanto di visione delle immagini girate quel pomeriggio dalla polizia Scientifica, è durato poco meno di tre ore. «Normativa da rivedere e non aderente al caso ma farò ricorso – dice l’avvocato Malogioglio – perchè il petardo non è stato lanciato in campo, ma a partita finita, nella stessa tribuna, e quando il pubblico si era allontanato dagli spalti». Al quarantenne, peraltro, è stato anche applicato il Daspo della durata di 5 anni.
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