La vita di Claudia: da Milano ad Agrigento, andata e ritorno

Storie di #emigrazionealcontrario. Conosciamo Claudia Terrasi, da Milano ad Agrigento solo andata. Trentunenne favarese, ingegnere. La pandemia l’ha costretta a tornare. Oggi la sua attività professionale è qui.

Di Domenico Vecchio 

Quando hai deciso di andare a Milano?
Sono partita per Milano a settembre del 2016, per una proposta di lavoro, nata successivamente alla mia laurea in ingegneria. Si trattava di gestire la sede UniPegaso di Milano.
Una bellissima esperienza di grande responsabilità durata 4 anni che mi ha permesso di crescere sia dal punto di vista professionale che personale.
Perchè hai deciso di trasferiti?
Ho da subito colto ed accettato questa possibilità di lavoro, poiché sono convinta che un’esperienza fuori dai contesti a cui siamo abituati, possa rappresentare un grande stimolo.
Non ho avuto un attimo di esitazione, nonostante sia molto legata alla mia terra, ma lo rifarei altre 100 volte.

Cosa facevi a Milano?

A Milano ho avuto da subito il ruolo di Responsabile della sede Pegaso.
Gestivo , quindi,  le pubbliche relazione con i vari enti e le convenzioni con la nostra Università, nonchè gli esami e le immatricolazioni dei nuovi corsisti. Ottimi risultati raggiunti in poco tempo con un incremento annuo di circa il 40% . Sono molto soddisfatta del lavoro che ho portato avanti.
Ho anche avuto la possibilità di conoscere moltissime persone del settore che mi hanno consentito di organizzare nella mia sede diverse attività seminaristiche convegnistiche legate alla formazione e non.

Milano non è solo lavoro…

Assolutamente no. Vivendo in pieno centro avevo la possibilità di fare delle lunghe passeggiate. Spesso trascorrevo i miei week end in zona Brera, un posto meraviglioso di Milano, dove è possibile mangiare all’esterno e godersi un pò di tranquillità, lontana dal traffico. Amo questo posto perché lo ritengo molto intimo. Da quando vivo in Sicilia, posso avere, invece, la possibilità di godermi la pausa pranzo al mare, e di godere di molte comodità che a Milano sono difficili da gestire, ad esempio l’utilizzo di un mezzo proprio, anche se vivendo in centro non è strettamente necessario.

Il covid ed il lockdown hanno stravolto i tuoi piani?
E’ evidente che il covid ha stravolto i miei piani, poiché a causa del lockdown sono ritornata in terra sicula come tante altre persone. Infatti, ho deciso di partire improvvisamente  a fine febbraio del 2020, non appena mi sono resa conto che i casi in Lombardia fossero in costante aumento.
Ho quindi prenotato il volo la sera per la mattina successiva, ho subito preparato il mio bagaglio a mano, e sono partita convinta di ritornare il prima possibile. Un viaggio angosciante che non dimenticherò mai.
Non è stato più possibile fare rientro a Milano e mi sono organizzata dopo mesi con un corriere e ho deciso  di rimanere in Sicilia.

Hai cambiato vita? 
Sicuramente all’inizio questo ha rappresentato un taglio con la mia esperienza lavorativa a Milano, ma nonostante ciò sono riuscita a mantenere e a portare avanti i progetti iniziati. Il lockdown è stato un grande momento di riflessione su tutti gli aspetti della mia vita personale e lavorativa, mi sono dovuta quindi ricreare il mio lavoro e le mie attitudini giornaliere. Oggi gestisco insieme alla mia famiglia la sede Pegaso di Agrigento, e la sede Pegaso di Caltanissetta e da poco abbiamo anche investito su Favara, la mia città, con un nuovo polo didattico collegato alle nostre sedi istituzionali. Sono molto felice e soddisfatta

Differenza di vivere qui e altrove?
È evidente che esista una netta differenza nella tipologia di vita qui e altrove.
Negli ultimi anni ho viaggiato moltissimo sempre per lavoro ho avuto modo di constatare la differenza nell’approccio alla vita tra nord e sud.
Credo però che per noi isolani, abituati ad avere sempre condizioni meteo favorevoli affrontiamo la giornata in un modo totalmente diverso. A volte più lento ma allo stesso modo efficace.
Sono convinta che qui ci siano delle occasioni lavorative molto più stimolanti date dal contesto artistico, turistico, ed ambientale.

La tua è una storia di emigrazione al contrario?
Non ha mai sentito la mia esperienza come un’emigrazione, ma bensì come un’esperienza formativa. Sono molto legata ai miei affetti e alla mia terra e non ho mai pensato di vivere la mia vita lontana da tutto ciò.

L’esperienza di Milano è stata una bellissima parentesi della mia vita, ma il cuore è qui, e sono molto convinta che una visione differente sia stata molto utile per approcciarmi in modo più aperto al mio lavoro.

Cosa immagini per il Futuro?
Immaginare il futuro in questo periodo non è cosa semplice, ma ho investito moltissimo nella mia terra e immagino di crescere ancora molto dal punto di vista professionale, non soltanto in maniera settoriale quindi legata necessariamente a quella che è la mia attitudine lavorativa.
Ho molti progetti nel congelatore e non vedo l’ora di poterli realizzare.

Domenico VecchioSu Facebook:  https://www.facebook.com/Direttore.AgrigentoOggi

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