«C’è stato un furto dobbiamo controllare i preziosi in suo possesso». Questo, grosso modo, quello che una ottantenne canicattinese s’è sentita dire al telefono da un sedicente appartenente alle forze dell’ordine. Poco dopo l’anziana, ha consegnato tutti i monili d’oro del valore di 4.000 euro, al tizio che ha citofonato e che s’è presentato dietro la porta di casa.
A dire dello sconosciuto, i gioielli sarebbero stati fotografati, confrontati con quelli rubati e poi riconsegnati se non c’entravano nulla con il furto. La donna s’è fidata. Ed ha fatto male. È stato, infatti, cambiando il copione che è stato messo a segno l’ennesimo raggiro. E quando la canicattinese lo ha appurato, non ha potuto far altro che chiamare la polizia.
E gli agenti del Commissariato di Canicattì, a conclusione di alcune indagini e alla visione delle immagini della videosorveglianza, hanno identificato il delinquente e, assieme ai loro colleghi di Catania, sono riusciti a rintracciare e ad arrestare, con l’accusa di truffa aggravata, un trentottenne catanese che è stato portato in carcere.
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