La stele di Livatino sarà ricostruita dalla Strada degli Scrittori

La stele dedicata al giudice Livatino sarà ricostruita dalla Strada degli Scrittori.

 

Sarà ricostruita dall’associazione “Strada degli Scrittori” la stele commemorativa dedicata al giudice Rosario Livatino. Lo ha reso noto il presidente Felice Cavallaro: “Ho già comunicato al prefetto di Agrigento Nicola Diomede la nostra volontà, lieto della decisione. La Strada degli Scrittori che attraversa i luoghi natii di Pirandello, Sciascia, Camilleri e tanti altri autori è anche la Strada della Legalità perché ricorda, lungo l’itinerario, i sacrifici di Rosario Livatino, del giudice Antonino Saetta e del maresciallo Giuliano Guazzelli uccisi da mano mafiosa. Fatti odiosi come quello di ieri, che si aggiungono ad analoghi gesti compiuti a Palermo in coincidenza con le ricorrenze in memoria dei giudici Falcone e Borsellino e degli agenti di scorta, sono colpi di coda di iene isolate e ferite. La Sicilia non torna indietro. Ha scelto la strada della cultura e della bellezza, della legalità e della giustizia. E sulla memoria di uomini giusti ha deciso di porre le fondamenta per il suo futuro, come si è visto da Caltanissetta a Porto Empedocle nei due mesi del Festival della Strada degli Scrittori”. 

   La stele, posta nelle vicinanze del luogo in cui il giudice Rosario Livatino fu barbaramente assassinato, lungo la ex SS 640, già ridenominata con grandi cartelli dall’Anas “Strada degli Scrittori”, ha subito gravi danni al punto da rendere illegibile il nome del magistrato. La ricostruzione dell’area monumentale avverrà nei tempi strettamente necessari a progettazione e realizzazione di una stele analoga alla precedente con la collaborazione di un ingegnere di Canicattì, Franco Russo, figlio di un docente di Rosario Livatino.

La stele, proprio alla vigilia  del 25mo anniversario della strage di via D’Amelio, dopo appena una settimana dall’oltraggio alla memoria di Falcone, un nuovo gesto a ferire la memoria di un simbolo della lotta alla mafia: la stele in onore di Rosario Livatino, fatta erigere alla periferia di Agrigento dai genitori del magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990, è stata fatta a pezzi. Il giudice venne ucciso mentre, senza scorta e da solo, viaggiava da Canicattì, suo paese, ad Agrigento, diretto al Palazzo di Giustizia.

A segnalare l’episodio è stato un operaio, che stava passando di là e che ha subito segnalato il fatto alle associazioni che, da anni, organizzano eventi per ricordare la figura del giovane magistrato