Per i reati relativi alle false certificazioni è arrivata l’assoluzione perchè “il fatto non sussiste”. Per tutte le altre contestazioni, invece, è intervenuta la prescrizione. Si chiude definitivamente il procedimento giudiziario scaturito dall’operazione “Demetra”, la maxi inchiesta che ipotizzava un giro di falsi infortuni per truffare Inail e Inps. A distanza di oltre 13 anni dal blitz dei carabinieri di Agrigento la Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento senza rinvio delle condanne emesse in appello nei confronti di altri imputati. Cancellata la condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione per Giuseppe Vincenzo Terrazzino, 62 anni, di Raffadali, ritenuto dagli inquirenti il promotore del sistema.
Annullate anche le condanne a 3 anni e 8 mesi per l’imprenditore Giorgio Lo Presti; quella a 3 anni e 6 mesi per il medico dell’Inail Salvatore Conti; quella a 2 anni e 6 mesi per Giacomo Giuca e quella a 2 anni e 4 mesi per Giuseppe Gangarossa. In appello erano già stati assolti il radiologo Salvatore Russo e Cristian Giardino. Non luogo a procedere era stato deciso, per intervenuta prescrizione, nei confronti di: Angelo Ruben Arrigo, Michele Baldarelli e Carmelo Colombo. Negli anni scorsi a Giuseppe Vincenzo Terrazzino era stato confiscato un patrimonio di beni dal valore stimato di circa un milione e mezzo di euro.
L’operazione dei carabinieri della Compagnia di Agrigento è scattata il 28 giugno del 2013. Sarebbero state create false aziende con finti posti di lavoro, che servivano per ottenere indennizzi per infortuni simulati, con la compiacenza di medici.
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